“Scuola di volo ad Alghero: cronaca di uno scippo annunciato al Nord-Ovest”
L'opinione di Gianfranco Langella, segretario nazionale Destra Democratica Italiana
La scuola di volo ad Alghero non nacque per caso. La scelta di Fertilia come sede storica della formazione aeronautica rispondeva a criteri tecnici precisi, tuttora validi: condizioni meteo-climatiche tra le più favorevoli d’Italia, che consentono attività di volo per gran parte dell’anno, con pochissimi giorni di stop e una stabilità ideale per l’addestramento continuo dei piloti. A questo si aggiunge un elemento tutt’altro che secondario: Alghero dispone già di un sistema aeronautico completo e collaudato. Procedure di avvicinamento, infrastrutture, VOR, ILS, radioassistenze, tracciati e protocolli operativi sono già presenti, certificati e utilizzati. Questo significa tempi rapidi, costi contenuti e massima sicurezza.
Pensare di spostare la scuola di volo su Oristano-Fenosu significa invece dover ricostruire tutto da zero: infrastrutture, procedure, radioassistenze, certificazioni ENAC ed EASA. Un’operazione che comporterebbe costi esuberanti, tempi lunghi e un’evidente incertezza operativa, difficilmente giustificabile quando una sede perfettamente idonea esiste già.
Questa non è solo un’analisi tecnica, ma anche una testimonianza diretta. Chi scrive ha lavorato per oltre vent’anni nella scuola di volo di Alghero come esperto di simulatori di volo, vivendo dall’interno quella realtà e conoscendone il valore operativo, professionale e umano. Ha lottato fino all’ultimo per difenderla, arrivando anche a incatenarsi simbolicamente in quella scuola, insieme ad altri colleghi, per impedirne lo smantellamento e lo spostamento.
Dopo essersi slegati, la battaglia non si è fermata. Con sacrifici personali enormi, togliendo tempo alla famiglia e mettendo spesso mano al proprio portafoglio, siamo andati a Roma per presentare un progetto di compagnia aerea, nel tentativo estremo di salvare competenze, lavoro e futuro. In quella sede, davanti a un progetto concreto, uno dei due sindaci presenti se ne andò, mentre il sindaco di Sassari rimase, cercando almeno di salvare la faccia di un territorio che già stava perdendo tutto.
Ahimè, il trasferimento a Roma, a Fiumicino, è poi avvenuto comunque, con enormi problematiche per le famiglie, sradicate dal territorio, costrette a scelte dolorose, con conseguenze sociali ed economiche che nessuno ha mai davvero voluto valutare fino in fondo. Purtroppo, ancora una volta, la politica dimostra di saper dire molto e fare poco.
In questa vicenda si è assistito al solito copione: chi conosce davvero la materia è rimasto inascoltato, mentre chi non ha competenze specifiche si è messo in prima linea, urlando, semplificando, cercando visibilità e provando a diventare prima donna su temi che non conosce. A tutto questo si aggiunge una responsabilità evidente: la debolezza cronica della politica del nord-ovest della Sardegna, che perde punti ovunque, incapace di fare sistema, di difendere asset strategici, di imporsi nei tavoli decisionali regionali e nazionali.
Il risultato è sempre lo stesso: Alghero paga, mentre altri territori avanzano, spesso senza avere né la storia, né le competenze, né le infrastrutture già pronte. L’aeronautica non è propaganda, non è improvvisazione, non è materia da slogan. È tecnica, sicurezza, procedure, esperienza sul campo. E quando a decidere sono persone che non hanno mai vissuto un simulatore, una sala briefing o una procedura operativa reale, il danno non è solo politico: è strategico ed economico per un intero territorio.
Qui non si chiede un privilegio. Si chiede rispetto per i fatti e per una realtà oggettiva: Alghero ha tutte le condizioni naturali, tecniche e infrastrutturali per ospitare una scuola di volo nazionale, senza sprechi di risorse pubbliche e senza forzature. Ignorarlo significherebbe negare l’evidenza e, ancora una volta, togliere ad Alghero ciò che le spetta di diritto.
Gianfranco Langella Segretario Nazionale Destra Democratica Italiana
















