Un fossile preistorico in valigia: bloccato passeggero all’aeroporto di Alghero
Controlli congiunti di Dogane e Guardia di Finanza al "Riviera del Corallo". Un uomo diretto a Bologna denunciato per ricettazione di beni culturali: nascondeva un reperto paleontologico dello Stato.
Un pezzo di storia della Terra, risalente a oltre 500 milioni di anni fa, stava per lasciare la Sardegna all’interno di un bagaglio a mano. Il tentativo di portare via dall’Isola un raro reperto paleontologico è stato però sventato durante i controlli di routine presso l’aeroporto di Alghero. Protagonista della vicenda un viaggiatore italiano che, in procinto di imbarcarsi su un volo diretto a Bologna, è stato fermato dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dai militari della Guardia di Finanza.
Il ritrovamento nel bagaglio Durante le ispezioni ai varchi, condotte in collaborazione con gli addetti alla sicurezza della Sogeaal, è emerso un fossile di trilobite del peso di oltre 600 grammi. L’uomo non è stato in grado di esibire alcun certificato che ne giustificasse il possesso o la provenienza legale. Trattandosi di un reperto presumibilmente estratto dal sottosuolo italiano, l’oggetto appartiene di diritto al patrimonio indisponibile dello Stato. Di conseguenza, il fossile è stato immediatamente sequestrato e il passeggero è stato deferito alla Procura di Sassari con l’accusa di ricettazione di beni culturali.
Un patrimonio sotto tutela Le trilobiti, antichi organismi marini vissuti all’alba dell’era Paleozoica, rappresentano una delle testimonianze biologiche più preziose della Sardegna. L’Isola, in particolare nelle zone del Sulcis e dell’Iglesiente, custodisce giacimenti di rilevanza mondiale che documentano le prime forme di vita oceanica. Reperti simili, come il celebre Dolerolenus zoppii, sono protetti dalle leggi vigenti e conservati in strutture scientifiche come il Museo “Domenico Lovisato” di Cagliari proprio per il loro inestimabile valore storico.
L’operazione conferma l’efficacia del presidio costante degli scali sardi contro il traffico illecito di beni che appartengono alla memoria collettiva e scientifica del territorio.















