Maltrempo, la Sardegna resta blindata: scuole e uffici chiusi anche mercoledì
Il ciclone "Harry" resta bloccato sul Mediterraneo e congela le attività pubbliche in mezza Isola. Scuole chiuse e allerta massima per il rischio frane fino alla mezzanotte del 21 gennaio, con il Sulcis ancora in bilico tra restrizioni e riaperture.
La morsa del maltempo non allenta la presa sulla Sardegna, costringendo le autorità a prolungare le misure restrittive per gran parte del territorio regionale. Nonostante i timidi segnali di miglioramento attesi per le prossime ore, la linea della massima prudenza adottata da sindaci, Prefetture e Protezione Civile impone la chiusura di istituti scolastici e uffici pubblici anche per la giornata di mercoledì 21 gennaio. Si tratta del terzo giorno consecutivo di stop forzato per aree chiave come il Cagliaritano, il Medio Campidano, il Sarrabus, l’Ogliastra e la Baronia, dove il lavoro agile rimarrà la modalità predefinita per i dipendenti statali al fine di ridurre al minimo gli spostamenti.
A determinare questo scenario di paralisi è un complesso incastro meteorologico che vede il ciclone Harry letteralmente intrappolato sopra il bacino del Mediterraneo, impossibilitato a muoversi a causa della barriera di alta pressione eretta dall’anticiclone Christian. Questa stasi forzata ha spinto la Protezione Civile regionale a confermare i massimi livelli di criticità, con il rischio idraulico e idrogeologico che permane in codice rosso dalla serata di domenica. Le preoccupazioni maggiori riguardano la tenuta dei versanti e il pericolo di esondazioni improvvise, fenomeni che hanno spinto i tecnici a mantenere la massima allerta soprattutto nelle sotto-zone del Campidano e del Flumendosa-Flumineddu.
Mentre il Sud e l’Est dell’Isola restano in stand-by, la situazione appare in netto miglioramento nel Nord della Sardegna. La Gallura e le zone del Tirso hanno infatti beneficiato di un declassamento dell’emergenza a criticità moderata, permettendo così il ritorno alla normalità con la riapertura di scuole e uffici. Resta invece un’incognita la gestione del Sulcis, dove il quadro resta contrastante: se da un lato il pericolo di alluvioni è sceso a livello arancione, dall’altro la minaccia di frane e smottamenti rimane classificata con il colore rosso, rendendo necessario un supplemento di riflessione prima di revocare le ordinanze sindacali.
Sebbene i modelli matematici indichino un’attenuazione della perturbazione a partire dal pomeriggio di domani, la validità dei bollettini di criticità elevata è stata estesa fino alla mezzanotte del 21 gennaio. La scelta di blindare anche la mattinata di mercoledì risponde alla necessità di evitare congestioni stradali in un momento in cui il suolo, ormai saturo d’acqua, presenta un’elevata vulnerabilità. L’obiettivo delle istituzioni rimane quello di traghettare l’Isola fuori dalla crisi meteo senza correre rischi inutili, monitorando ogni minima variazione dei parametri atmosferici in tempo reale.














