Capodanno, Nord-Ovest protagonista: Sassari da sold-out e Alghero formato discoteca

Nonostante l'incognita pioggia, 150 mila persone hanno scelto le piazze isolane: la strategia dei 18 palchi regionali vince la sfida della destagionalizzazione.

Il nord-ovest della Sardegna si è confermato il cuore pulsante dei festeggiamenti regionali, trascinando il bilancio del Capodanno 2026 con un binomio di eventi che ha saturato ogni spazio disponibile. Tra Sassari e Alghero la risposta di pubblico è stata massiccia, segnando un trionfo della programmazione dal vivo nonostante un meteo che ha tenuto gli organizzatori col fiato sospeso fino all’ultimo.

A Sassari si è assistito a una vera e propria prova di forza del pop nazionale. Piazzale Segni è diventato il baricentro di un raduno intergenerazionale che ha visto Max Pezzali come protagonista assoluto. La pressione della folla è stata tale da superare rapidamente la soglia critica delle 20.000 presenze, costringendo la macchina della sicurezza a un intervento drastico: i cancelli sono stati serrati con largo anticipo sul brindisi per evitare il sovrappopolamento dell’area. Il concerto si è trasformato in un immenso coro collettivo, dove i classici dell’era 883 hanno fatto da collante tra giovanissimi e fan della prima ora, confermando come il richiamo della memoria pop sia ancora uno dei motori più potenti per le piazze isolane.

A pochi chilometri di distanza, Alghero ha risposto con una ricetta diametralmente opposta ma altrettanto efficace. La Riviera del Corallo ha puntato tutto sulla cultura del clubbing, affidando le chiavi della città a Gabry Ponte. Il porto si è mutato in un’arena dance dove il ritmo serrato e i giochi di luce hanno sfidato la pioggia intermittente, attirando una platea prevalentemente giovane che ha ballato fino a notte fonda. La posizione strategica del palco, incastonato tra le mura storiche e lo specchio d’acqua, ha garantito quell’impatto scenografico che ormai da anni rappresenta il marchio di fabbrica del Capodanno algherese.

L’onda d’urto dei festeggiamenti non si è però esaurita nel nord-ovest, propagandosi lungo tutta la regione grazie a una formula policentrica che ha coinvolto complessivamente 18 piazze. A Olbia, il Molo Isola Bianca ha ospitato un evento monumentale: la serata si è aperta con l’eleganza di Marco Mengoni per poi deragliare verso le sonorità urban di Lazza, richiamando oltre 15.000 persone davanti a un suggestivo waterfront illuminato dai fuochi d’artificio. Parallelamente, Cagliari ha optato per un format diffuso nel centro storico, dove la carica di Giusy Ferreri e l’irriverenza di Myss Keta hanno animato Piazza Yenne, mentre i dj set al Bastione hanno garantito la prosecuzione della festa fino alle prime luci dell’alba.

Il successo è stato tangibile anche nei centri medi e minori, capaci di attrarre grandi numeri con scelte artistiche mirate. Arzachena ha fatto registrare il sold-out allo stadio con lo show di Achille Lauro, mentre Castelsardo ha unito le generazioni sotto la rocca dei Doria con il set di J-Ax e Anna Pepe. La mappa della musica si è completata con il rap di Emis Killa a Nuoro, il live di Fedez a Oristano e le atmosfere più d’autore di Mannarino a Iglesias e degli Elio e le Storie Tese a Sant’Antioco. Nonostante i collegamenti aerei ridotti e le incertezze climatiche, la Sardegna ha dimostrato una tenuta organizzativa impeccabile, chiudendo la notte di San Silvestro senza incidenti e confermando la sua capacità di trasformarsi in un unico, immenso palcoscenico nazionale.

1 Gennaio 2026