Papa Francesco vuole cambiare il Padre Nostro: “È sbagliato, Dio non induce in tentazione”

Bergoglio, parlando nella trasmissione di Tv2000 “Padre Nostro” condotta da don Marco Pozza, ha sottolineato come la traduzione utilizzata della famosa preghiera sia sbagliata e da cambiare: “Un padre non induce in tentazione, solo Satana lo fa”.

Il Padre Nostro è sbagliato. Parola di Papa Francesco, intervenuto nella trasmissione condotta da don Marco Pozza, giovane cappellano del carcere di Padova, intitolata proprio “Padre Nostro” e in onda su Tv2000 da domani, mercoledì 6 dicembre alle 21:05. Per Bergoglio la preghiera più diffusa e conosciuta dai cristiani, quella che secondo il Vangelo di Luca fu insegnata dallo stesso Gesù ai suoi discepoli, dovrebbe essere cambiata. Perché? Per il Pontefice “Dio che ci induce in tentazione non è una buona traduzione. Anche i francesi hanno cambiato il testo con una traduzione che dice “non mi lasci cadere nella tentazione”: sono io a cadere, non è Lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto, un padre non fa questo, un padre aiuta ad alzarsi subito”. Il Santo Padre ha poi sottolineato, a conferma del suo pensiero, che “chi che ti induce in tentazione è Satana, quello è l’ufficio di Satana”.

Papa Francesco, dunque, fa riferimento alla decisione presa Oltralpe da domenica scorsa, la prima di Avvento, di cambiare il il passaggio della preghiera che recita: “Et ne nous soumets pas à la tentation” (“E non ci indurre in tentazione”), con “Et ne nous laisse pas entrer en tentation” (“Non lasciarci entrare in tentazione”), ritenuto più corretto. “La frase attuale lasciava supporre che Dio volesse tentare l’essere umano, mentre Dio vuole solo che l’uomo sia un essere libero”, ha commentato il vescovo di Grenoble, monsignor Guy de Kerimel, citato da Le Figaro. Chissà che anche in italiano non ci si avvii verso questa rivoluzione.

Ad appoggiare la scelta di Bergoglio è, tra gli altri, monsignor Bruno Forte, teologo e membro del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, oltre che della Pontificia Accademia di Teologia. All’AdnKronos ha sottolineato come “Papa Francesco ha perfettamente ragione, nel considerare come una cattiva traduzione in italiano il passo del non indurci in tentazione contenuto nella preghiera del Padre Nostro. Il testo originale in greco del Nuovo Testamento usa un verbo causativo. L’originale ha proprio questo significato, una invocazione affinché il Signore non permetta che noi cadiamo nella tentazione e ci dia tutti gli aiuti per superarla, ferma restando la nostra libertà di accogliere oppure no tali aiuti. Questo è il significato autentico della preghiera”.

Ma chi dovrebbe avere la parola finale sulla questione? Come ricorda Bruno Forte, “le traduzioni liturgiche sono affidate alle Conferenze Episcopali, nel caso italiano dunque alla Cei, che potrebbe sottoporre la sua proposta alla Santa Sede per una approvazione. Da tempo si è portata avanti la proposta di cambiare la traduzione italiana, che io stesso ho sostenuto con varie argomentazioni inviate alla Congregazione vaticana per il culto divino. Finora non è avvenuto, ma speriamo che possa avvenire presto, anche dopo questo intervento di Papa Francesco. Sarebbe davvero auspicabile”

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Ida Artiaco, 6 dicembre 2017