Tributo Giuni Russo, AVS difende il “no”: «Scelta di responsabilità contro lo spreco»

Anna Arca Sedda e Gianpiero Occhioni attaccano Fratelli d'Italia: «Si riscoprono paladini della spesa facile. Centomila euro erano un'offerta equa, Alghero non è un bancomat».

Il braccio di ferro sul tributo mancato a Giuni Russo si arricchisce di un nuovo, durissimo capitolo politico. A scendere in campo a difesa della Giunta Cacciotto è Alleanza Verdi e Sinistra (AVS). I consiglieri Anna Arca Sedda e Gianpiero Occhioni rispediscono al mittente le accuse di Fratelli d’Italia, ribaltando la narrazione: quello dell’amministrazione non sarebbe un fallimento, ma un atto di «buon senso e rigore».

La nota di AVS punta il dito contro la presunta incoerenza del centrodestra. «È paradossale – scrivono i consiglieri – leggere gli attacchi di chi ha fatto della disciplina di bilancio una bandiera, per poi scoprirsi improvvisamente paladino dello spreco quando si tratta di avallare un evento costosissimo per una singola serata». Secondo Arca Sedda e Occhioni, la destra algherese starebbe usando il nome dell’artista solo per alimentare una polemica elettorale, dimenticando la «diligenza» sempre invocata negli accessi agli atti.

AVS elenca i fattori tecnici che hanno portato alla rottura della trattativa. In primis la data: il 31 luglio, un periodo in cui Alghero è già da “tutto esaurito” e non necessita di ulteriori carichi turistici. In secondo luogo, l’assenza di garanzie certe sulla bigliettazione e sui rientri economici. «Aggiungere un ulteriore carico su un calendario estivo già ricchissimo sarebbe stato un azzardo ingiustificabile», spiegano i consiglieri, rivelando che l’Amministrazione aveva proposto un format alternativo da 100 mila euro, ricevendo però un rifiuto. «Chi ha a cuore il ricordo di un’artista accetta la mediazione, non lo scontro sui social».

Oltre alla difesa tecnica, AVS lancia un chiaro segnale politico di compattezza della coalizione di governo. «Riaffermiamo la nostra lealtà al progetto Cacciotto», dichiarano Arca Sedda e Occhioni, delineando una visione di città che privilegia i servizi ai cittadini rispetto ai grandi eventi isolati.

«Mentre la destra piange per un concerto saltato, noi scegliamo di investire sulla qualità della vita dei residenti. Alghero non è un’arancia da spremere per interessi estranei al benessere collettivo». Il messaggio finale è un aut-aut a Fratelli d’Italia: decidere se stare dalla parte della responsabilità o con chi vede le casse comunali come un «bancomat per eventi insostenibili».

2 Aprile 2026