Treno a Idrogeno, i Comitati non arretrano: «Basta progetti calati dall’alto»
La presidente del Comitato Zonale Nurra Tiziana Lai replica al Presidente Moro: «La Commissione speciale non può limitarsi a una relazione tecnica. Il territorio esige risposte su sostenibilità e alternative»
Lo scontro sul progetto del cosiddetto “Treno a Idrogeno” si infiamma. Dopo le recenti dichiarazioni del Presidente Moro, arriva la ferma replica di Tiziana Lai, portavoce delle istanze di comitati e associazioni locali. Al centro della disputa non c’è solo la tecnologia ferroviaria, ma il metodo con cui l’opera è stata presentata e gestita nelle sedi istituzionali. La nascita della Commissione speciale era stata accolta come un’opportunità di democrazia partecipata, sollecitata a gran voce dai cittadini dopo quella che molti hanno definito un’improvvisa «calata dall’alto» del progetto. Tuttavia, l’entusiasmo ha lasciato spazio alla delusione.
«La richiesta era chiara: un’analisi complessiva che non si fermasse alla sola valutazione tecnica del dirigente», spiega Tiziana Lai. I comitati chiedono un esame dettagliato del rapporto costi-benefici e, soprattutto, una valutazione comparativa con tecnologie alternative, come l’elettrico o i sistemi a batteria, ritenuti potenzialmente più sostenibili ed economici.
L’ultima seduta della Commissione ha rischiato di trasformarsi in un binario morto. Secondo quanto denunciato dalla Lai, si sarebbe tentato di chiudere i lavori senza produrre alcun atto ufficiale o proposta concreta per il Consiglio Comunale. Solo la ferma opposizione di alcuni commissari e la pressione dei cittadini presenti hanno portato a un “cambio di rotta”, con l’aggiornamento dei lavori per definire una chiusura più strutturata.
«Le nostre osservazioni hanno contribuito a questo cambio di direzione? Evidentemente sì – incalza la presidente – ed è esattamente questo il nostro ruolo: collaborare in modo costruttivo senza pregiudizi, anche quando l’impegno risulta scomodo o viene strumentalmente attaccato per alimentare polemiche».
La battaglia dei comitati non riguarda solo il “no” all’idrogeno, ma il “sì” a uno sviluppo infrastrutturale razionale. Per i rappresentanti del territorio, il servizio così come concepito rischierebbe di essere inutile e insostenibile economicamente, con un impatto ambientale non trascurabile. La richiesta all’Amministrazione comunale di Alghero è ora quella di un impegno formale: inserire istanze di mobilità alternativa nel nuovo Piano Regionale dei Trasporti. «Il nostro territorio e l’aeroporto necessitano di collegamenti efficaci per l’intera area metropolitana», conclude Lai, assicurando che l’azione di vigilanza proseguirà in ogni sede competente, segnalazioni incluse, a tutela delle borgate e dei diritti dei cittadini.
















