Trasporti, l’allarme di Salaris: «Imprese sarde strozzate dai costi ETS, la Regione batta i pugni»
«Il trasporto marittimo è la nostra unica via, non una scelta. Il DL Energia distorce la concorrenza a danno della Sardegna».
Un paradosso inaccettabile che calpesta il principio di insularità sancito in Costituzione. È durissimo l’affondo di Aldo Salaris, Segretario dei Riformatori e Consigliere regionale, contro le storture del nuovo DL Energia. Al centro della polemica i proventi dell’ETS, la tassa sulle emissioni di Co2 che sta gravando pesantemente sulle rotte marittime sarde.
«Le imprese isolane pagano costi sempre più alti per finanziare misure che non ci riguardano — spiega Salaris — i proventi della tassa pagata dai trasportatori sardi vengono destinati alla decarbonizzazione del sistema ferroviario nazionale, un servizio di cui noi non beneficiamo». Per l’esponente dei Riformatori, il mare per la Sardegna non è una scelta ma l’unica via: «L’ETS incide fino al 40% sul costo della traversata. Non chiediamo privilegi, ma equità: una quota di queste risorse deve tornare all’Isola».
Salaris lancia poi un ultimatum al Governo: «Se non arriveranno segnali concreti, porteremo questa battaglia direttamente all’attenzione del Paese e del Ministro Salvini».

















