Sport ed eGames, più vantaggiosi durante la pandemia?

Gli eGames e gli eSport sono in costante crescita nel mondo e anche in Italia, anche perché possono essere praticati in modo sicuro durante la crisi pandemica.

Quando i bambini parlano dei campioni degli eGames e dei loro stream su Twitch, parlano di lui come se fossero Ronaldo o Messi. Analizzano ogni loro mossa, ad esempio nel gioco battle royale “Fortnite”. Citano i loro rapporti di gioco e statistiche. Emulano le loro tattiche e le loro mosse mentre sognano di diventare giocatori competitivi.

La società di consulenza tecnologica Activate stima che più di 250 milioni di persone guardino gli eGames, e che la maggior parte di loro giochi anche. Sicuramente la pandemia ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita sia degli sport elettronici che del resto del settore del gioco online, basti pensare al fenomeno dei casinò che in Italia in un anno hanno raddoppiato il loro fatturato. Tra questi, uno dei più popolari è Synergy Casino, che offre ai suoi utenti generosi bonus di registrazione per i nuovi utenti e altre promozioni regolari per tutti.

Tra le promozioni, che puntano anche a fidelizzare i giocatori, quelle di maggior successo sono probabilmente i giri gratis alle slot machine, che consentono di poter partecipare senza investire subito soldi.

eSport, perché hanno così successo?

Tornando agli eGames, o eSport, Activate suggerisce che nel 2021 70 milioni di persone guarderanno una singola finale, un numero più alto del pubblico delle finali di baseball, calcio e hockey professionistico degli Stati Uniti. In totale, i consumatori guarderanno 3 miliardi di ore di eSport, che rappresentano il 10% di tutte le visualizzazioni di sport.

Ma non esiste solo il fenomeno dell’eSport professionistico. Gli spettatori di solito giocano anche, e dunque il numero dei praticanti ormai è vicino a quello degli sport tradizionali. Durante la pandemia, è anche accaduto che manifestazioni dedicate ai giovani che si svolgevano normalmente in presenza, siano state disputate in specifiche piattaforme online.

Si tratta naturalmente di due attività, quelle dello sport elettronico e di quello in presenza, che assicurano entrambe ai praticanti grande divertimento ma che presentano ovvie differenze, in termini soprattutto di partecipazione fisica.

Sport elettronico e sport “reale”

L’eSport e lo sport in presenza sono diversi tra loro non tanto per il differente modo di socializzazione dei partecipanti – del resto i giovani sono ormai avvezzi alla comunicazione virtuale, ma per il differente impegno fisico. Va tuttavia considerato che:

● Gli eSport comportano un minor sforzo fisico. Ma per competere bene, gli atleti di eSport hanno bisogno di un’enorme resistenza. Considera anche che tra gli sport tradizionali ci sono anche quelli automobilistici e aeronautici, e anche questi richiedono resistenza più che abilità fisica.

● Molti cosiddetti sport (corsa, polo, golf) non possono rivendicare la forma fisica come obiettivo principale. Praticamente tutti i contendenti per il titolo sportivo, tuttavia, migliorano il proprio benessere mentale. Esport inclusi.

● Molti appassionati di videogiochi formano forti legami sociali con giocatori che non hanno mai incontrato di persona. I team di eSport organizzati portano l’aspetto sociale del gioco a un nuovo livello, portando un’esperienza puramente virtuale nel regno fisico e sociale.

Inoltre, I tornei di eSport offrono competizione per i giocatori delle scuole superiori, universitari e professionisti. Una serie di leghe offrono competizioni online organizzate per giocatori praticamente di qualsiasi livello.

Conclusioni, quale futuro per gli eGames?

Come si è visto, se è vero che gli eSport non possono competere con gli sport tradizionali sul piano dell’allenamento fisico, da una parte essi comportano anche un minor rischio di infortuni per i partecipanti, dall’altro hanno loro frecce al loro arco come abituare anch’essi alla resistenza fisica e mentale, permettere di socializzare tra loro a giocatori di tutto il pianeta senza costosi viaggi, poter essere praticati anche in momenti in cui i contatti fisici sono pericolosi come durante la pandemia di Coronavirus. Non stupisce dunque la crescita dell’ultimo anno e mezzo ed è presumibile che essa non si arresterà nemmeno nel futuro prossimo.

6 Luglio 2021