Sanità Alghero, l’ombra dei “finti” annunci: la Cardiologia H24 resta un miraggio
Il Presidente della Commissione Sanità Mulas denuncia il mancato potenziamento del reparto: «Solo cinque medici per migliaia di pazienti, promesse disattese sulla pelle dei cittadini».
Il diritto alla salute non segue il calendario, ma ad Alghero sembra che l’efficienza delle cure dipenda ancora dal giorno della settimana. È un atto d’accusa durissimo quello che Christian Mulas, Presidente della Commissione Consiliare Sanità, rivolge ai vertici della ASL di Sassari. Al centro della contesa c’è la promessa, rimasta finora sulla carta, di attivare il servizio di Cardiologia H24 presso l’ospedale civile della città catalana.
Secondo quanto ricostruito da Mulas, lo scorso 5 marzo la Direzione Generale aveva annunciato con una comunicazione ufficiale l’avvio del servizio a tempo pieno a partire dal primo aprile. Una data che oggi suona come un amaro scherzo per il territorio, dato che la realtà operativa descritta dal Presidente della Commissione è ben lontana dagli standard di un’assistenza continua. Allo stato attuale, il reparto deve infatti farsi carico di migliaia di consulenze tra pronto soccorso e attività programmate contando su un organico ridotto all’osso: appena cinque medici.
La conseguenza è un servizio “a intermittenza” che stride con le necessità di un centro nevralgico come Alghero. Nei giorni feriali la copertura si ferma alle ore 20, garantendo di fatto solo un turno H12. Il paradosso si completa nei fine settimana e nei festivi, quando la continuità è assicurata solo grazie a un accordo esterno con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria. Una discrepanza tra gli annunci trionfali e la gestione quotidiana che Mulas definisce inaccettabile, sottolineando come la comunicazione istituzionale non possa mai scollarsi dalla realtà, specialmente quando in gioco ci sono patologie tempo-dipendenti.
La preoccupazione cresce in vista della stagione turistica, quando il bacino d’utenza di Alghero schizza oltre le 150 mila presenze. In un contesto simile, una sanità a orario ridotto rappresenta un rischio che il territorio non può permettersi. “Sulla vita non è consentito fare annunci senza condizioni reali e immediate”, incalza Mulas, ribadendo che i risultati andrebbero presentati solo una volta consolidati. Il richiamo alla responsabilità amministrativa è netto: la richiesta è un intervento urgente che colmi il vuoto organico e trasformi la Cardiologia H24 da slogan a realtà tangibile. Per il Presidente della Commissione non si tratta di alimentare polemiche politiche, ma di esigere il rispetto di un diritto fondamentale che non può conoscere pause o ritardi irreversibili.

















