Referendum Giustizia, Tedde (FI): «Voto sovrano, ma vince l’ideologia a danno del Giusto Processo»
Il consigliere nazionale di Forza Italia analizza la sconfitta del "Sì": «Le ragioni della riforma oscurate da gabbie ideologiche. Ora la sinistra sia coerente sui nodi irrisolti».
A seguito del verdetto referendario che ha bocciato la riforma della giustizia, il consigliere nazionale di Forza Italia, Marco Tedde, interviene con una riflessione che unisce pragmatismo istituzionale e fermezza politica. Pur riconoscendo la vittoria del “No”, l’esponente azzurro non nasconde il timore che l’esito delle urne rappresenti una pericolosa battuta d’arresto per la modernizzazione del sistema giudiziario italiano.
«In democrazia il responso delle urne si rispetta sempre: il “No” rappresenta la volontà popolare e, in quanto tale, è sovrana», esordisce Tedde. Tuttavia, il consigliere esprime un profondo rammarico per quella che definisce un’occasione perduta: «La riforma costituiva un passaggio fondamentale per dare finalmente corpo al principio del Giusto Processo, un obiettivo che purtroppo resta ancora incompiuto». Secondo Tedde, il voto contiene un “errore di prospettiva” che rischia di paralizzare un percorso riformatore ritenuto indispensabile per l’equità della giustizia penale.
Analizzando le cause della sconfitta, Tedde punta il dito contro la strategia comunicativa del fronte opposto e l’incapacità del “Sì” di bucare lo schermo: «Il fronte del No è riuscito a costruire due robuste, ma dannose, gabbie ideologiche. Hanno gettato una coltre di nebbia sugli obiettivi reali della legge, impedendo ai cittadini di coglierne il valore innovativo». Un’operazione che, secondo il dirigente forzista, ha spinto il Paese in una direzione opposta a quella dell’efficienza e dell’equilibrio tra accusa e difesa.
Tedde rivolge poi un monito alle opposizioni, ricordando le radici storiche di alcune battaglie garantiste: «Molte delle riforme oggi osteggiate sono state sostenute, in passato, da ampi settori della sinistra. Oggi non ci si può nascondere dietro un dito: chi ha vinto ha la responsabilità di indicare come intenda affrontare i problemi cronici della giustizia».
Nonostante la battuta d’arresto, Forza Italia promette di non archiviare il tema: «Il rispetto per gli elettori è il fondamento della nostra democrazia, ma ciò non significa rinunciare alle proprie convinzioni. Continueremo a lavorare con determinazione affinché il Giusto Processo non rimanga una lettera morta, ma diventi una realtà concreta per tutti i cittadini», conclude Tedde.

















