Referendum Giustizia, il verdetto delle urne: bocciata la riforma Nordio
Il "No" s’impone col 54,5% dei voti. Affluenza vicina al 60%. Renzi esulta: «Sconfitta per la Premier», la maggioranza difende le scelte: «Impegno mantenuto».
La riforma della giustizia firmata dal Governo Meloni non supera l’esame degli elettori. I dati reali, a metà dello scrutinio, confermano un orientamento netto che va oltre le prime stime cautamente pessimiste degli instant poll: il fronte del “No” si attesta al 54,5%, staccando sensibilmente il “Sì”, fermo al 45,5%. Una distanza definita già “incolmabile” dagli analisti di Youtrend a poche ore dall’apertura delle urne.
Il dato che balza all’occhio è quello della partecipazione: il 58,9% degli italiani si è recato ai seggi, un’affluenza sostenuta che testimonia l’interesse per il tema. La mappa del voto mostra un’Italia spaccata a metà: il Centro-Nord traina la partecipazione con picchi in Emilia Romagna (66,67%), Toscana e Umbria, superando quasi ovunque la soglia del 60%. Più tiepida la risposta del Sud, dove la Calabria (48,3%) e la Sicilia (46,1%) restano le uniche regioni sotto la metà degli aventi diritto. In Sardegna ha votato il 52,5% dei cittadini.
Dal quartier generale del centrodestra arriva l’ammissione della disfatta, pur rivendicando la coerenza del percorso intrapreso. Lucio Malan (FdI) ha sottolineato come la coalizione abbia semplicemente onorato il programma elettorale, lamentando però una campagna mediatica “aggressiva”. Di segno opposto il commento di Matteo Renzi, che parla di «sconfitta evidente» per Giorgia Meloni e sprona il centrosinistra a compattarsi verso le primarie per la sfida delle politiche.
















