Pontili galleggianti, Bamonti: «Nel 2026 non sono fantascienza»

Il consigliere comunale di Noi Riforniamo Alghero contesta le critiche: «Negarne la fattibilità è segno di arretratezza portuale»

Liquidare come irrealizzabile, nel 2026, un pontile galleggiante in mare aperto è una posizione che, secondo Bamonti, consigliere comunale di Noi Riforniamo Alghero, non regge né sul piano tecnico né su quello culturale. «È una contraddizione evidente – osserva – che tradisce una scarsa conoscenza della portualità contemporanea».

Il progetto del pontile, ricorda Bamonti, esiste ed è stato già dimostrato come tecnicamente fattibile. «Busquets, tra gli altri, lo ha illustrato chiaramente. Negare l’evidenza significa mistificare la realtà».

Ma al di là degli aspetti tecnici, il consigliere punta il dito contro una narrazione che definisce superata. «Fa sorridere – se non fosse grave – sentire parlare di pontili galleggianti come di attracchi impossibili. In mare aperto operano strutture analoghe in tutto il mondo, spesso in condizioni molto più complesse rispetto a quelle di Alghero».

Sulla questione degli yacht in rada, Bamonti respinge ogni tentativo di ridimensionamento. «Quando un’imbarcazione sceglie Alghero, anche solo temporaneamente, è un segnale. Negarlo per principio non rende la città più credibile, la rende solo più piccola».

Secondo Bamonti, il nodo resta la visione complessiva. «Solo chi è fermo a un’idea arretrata di porto può continuare a raccontare che certe soluzioni non sono praticabili».

La chiusura è netta: «Viene il dubbio che qualcuno al Salone Nautico di Genova non ci sia mai stato, o ci sia andato solo per passeggiare, senza osservare cosa fanno davvero i porti moderni».

18 Gennaio 2026