Parco, Punta Giglio Libera: «La sicurezza non diventi un pretesto per il cemento»

Dura presa di posizione dell'associazione sulla governance dell'ente e sui nuovi parcheggi a Tramariglio: «Il compito prioritario è la tutela, non la gestione dei flussi automobilistici».

Non basta sventolare la bandiera della trasparenza per legittimare scelte che impattano sul cuore verde di Porto Conte. È questo il senso della dura nota diffusa da Maria Antonietta Alivesi, a nome del direttivo di “Punta Giglio Libera”, in risposta alle recenti comunicazioni del Parco riguardanti i progetti in itinere e le procedure per la nomina del nuovo Direttore.

Al centro della contesa c’è il discusso progetto per una nuova area di sosta pubblica a Casa Gioiosa. Se l’Ente Parco giustifica l’intervento con l’esigenza di eliminare la sosta selvaggia e pericolosa verso Capo Caccia, l’associazione ambientalista respinge la logica dell’automatismo. Secondo Punta Giglio Libera, la sicurezza stradale – pur essendo un obiettivo condiviso – non può trasformarsi in una «delega impropria» che autorizzi trasformazioni permanenti in zone di altissimo pregio ambientale.

«Il compito primario di un’area protetta è tutelare il paesaggio, non gestire la viabilità», incalza Alivesi, suggerendo che le criticità legate ai flussi turistici verso la Grotta di Nettuno andrebbero risolte a monte, potenziando i servizi di bus navetta e bloccando il traffico privato fuori dai confini del Parco, anziché creando nuovi stalli all’interno.

Oltre al merito ambientale, la critica si sposta sul piano del metodo e della legalità amministrativa. L’associazione punta il dito contro un «deficit democratico»: il progetto, approvato dal solo Consiglio Direttivo del Parco, avrebbe scavalcato le prerogative del Consiglio Comunale di Alghero. In assenza di un Piano del Parco definitivo, l’Ente non avrebbe infatti il potere di sostituirsi agli organi elettivi nelle scelte di pianificazione territoriale.

Il richiamo finale è alla governance complessiva dell’area protetta. Per Punta Giglio Libera, la trasparenza citata dal Parco non può limitarsi alle corrette procedure di selezione del personale, ma deve riflettersi nella coerenza degli atti e nel rispetto dei confini istituzionali. La sfida lanciata è chiara: per ricostruire un rapporto di fiducia con la cittadinanza, il Parco deve ritrovare l’equilibrio tra la sua missione di conservazione e le responsabilità pubbliche, evitando colpi in avanti che rischiano di alterare irrimediabilmente l’identità di Porto Conte.

2 Febbraio 2026