Parco di Porto Conte, lettera aperta sull’ultima delibera: “Legalità solo formale, servono scelte coerenti”

L'associazione interviene sulla Delibera n. 2 del 15 gennaio 2026 dell’Azienda Speciale del Parco di Porto Conte, relativa alla procedura di selezione del nuovo Direttore

“Una delibera che richiama correttamente principi e norme fondamentali, ma che nel passaggio alle decisioni operative mostra una contraddizione che non può essere ignorata”. È netta la posizione dell’associazione Punta Giglio libera – Ridiamo Vita al Parco – APS, che con una lettera aperta interviene sulla Delibera n. 2 del 15 gennaio 2026 dell’Azienda Speciale del Parco di Porto Conte, relativa alla procedura di selezione del nuovo Direttore.

Nel documento, l’associazione riconosce che l’atto “si presenta come un provvedimento volto a tutelare imparzialità e trasparenza, richiamando correttamente norme e principi fondamentali dell’ordinamento”. Tuttavia, secondo i firmatari, “dal momento in cui si passa dalle premesse alle decisioni operative, emerge una contraddizione sostanziale”.

In particolare, viene evidenziato come la delibera “riconosca l’esistenza di un conflitto di interessi, anche solo potenziale, tale da impedire al Direttore in carica di gestire la procedura di selezione del nuovo Direttore”, ma allo stesso tempo attribuisca allo stesso soggetto “compiti decisivi per l’attivazione e l’organizzazione della procedura, inclusa la scelta di chi dovrà gestirla”.

Una scelta che, per l’associazione, non può essere liquidata come un aspetto tecnico. “Questa impostazione – si legge nella lettera – non appare episodica”, ma si inserirebbe in una prassi amministrativa nella quale “il rispetto formale delle regole sembra diventare uno strumento per eluderne la sostanza”.

Secondo Punta Giglio libera – Ridiamo Vita al Parco, in questo modo “i principi di imparzialità, separazione delle funzioni e controllo vengono richiamati negli atti, ma neutralizzati nelle scelte operative”, con il risultato di un “evidente indebolimento delle garanzie istituzionali”.

“Quando accade questo – sottolineano i firmatari – il problema non è il singolo atto né le legittime aspirazioni individuali, ma il metodo: una legalità proclamata che fatica a tradursi in decisioni coerenti e verificabili”.

Da qui l’appello a un intervento correttivo: “Una correzione in autotutela della delibera sarebbe un gesto di responsabilità istituzionale”, necessario, secondo l’associazione, “a ristabilire una distinzione chiara tra chi può partecipare a una selezione e chi deve garantirne l’imparzialità”.

Il passaggio finale richiama il valore pubblico dell’area protetta. “Il Parco di Porto Conte è un bene collettivo”, ribadiscono dall’associazione, e “la sua gestione richiede trasparenza reale, non solo dichiarata”. È su questo punto, concludono, che “si misura la credibilità delle istituzioni”.

31 Gennaio 2026