Ospedale civile, il parcheggio è una trappola: l’affondo del sindacato contro la Asl

Buche e fango rendono impraticabili gli stalli a ogni pioggia. Oscar Campus (Uil Fpl): «Danni alle auto e rischi per i pazienti fragili, serve un intervento immediato».

Una vera e propria corsa a ostacoli tra fango, voragini e incuria. È questa la fotografia scattata quotidianamente da chiunque tenti di lasciare la propria auto nelle aree di sosta che servono il presidio ospedaliero cittadino. Una situazione di degrado che non è passata inosservata alla Uil Fpl, uscita allo scoperto per denunciare lo stato di abbandono in cui versano i parcheggi della struttura.

Secondo il segretario responsabile per la Asl, Oscar Campus, ci troviamo davanti a un’emergenza cronica che esplode regolarmente con l’arrivo dei primi temporali. Il problema, tuttavia, non è puramente estetico: l’assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria sta causando danni economici ai mezzi dei dipendenti e degli utenti, oltre a creare paralisi logistiche insostenibili per un ospedale. «Gli stalli sono di fatto inaccessibili», spiega Campus, sottolineando come la mancanza di un asfalto drenante o di interventi di livellamento renda ciclicamente impraticabile l’intera zona.

Il peso sociale della questione è aggravato dal profilo di chi frequenta il presidio. Ogni mese, migliaia di persone — tra lavoratori, visitatori e pazienti — transitano in questi spazi. Tra loro, molti sono anziani o persone con gravi difficoltà motorie che, per accedere alle cure, devono sfidare superfici sconnesse con l’ausilio di carrozzine o deambulatori. Un ostacolo fisico che, per il sindacato, si trasforma in una violazione del diritto alla salute, compromettendo la sicurezza di chiunque si trovi a passare nell’area.

La pazienza della Uil Fpl sembra essere giunta al limite. L’organizzazione sindacale ha inviato una richiesta formale alla direzione generale della Asl di Sassari sollecitando un cantiere urgente per il rifacimento totale del manto stradale. Non si tratterebbe di un semplice “maquillage”, ma di una messa in sicurezza necessaria per garantire l’incolumità pubblica. In assenza di una risposta rapida e concreta da parte dell’azienda sanitaria, il sindacato si è detto pronto ad alzare il tiro, attivando ogni procedura legale necessaria per tutelare i diritti dei lavoratori e dei cittadini.

18 Febbraio 2026