Medicina dello Sport al bivio: l’addio di Patta apre un vuoto nei servizi Asl

Il pensionamento dello storico specialista mette a rischio le attività del Centro. Il sindacato Uil Fpl incalza l'azienda sanitaria: «Subito un nuovo medico per evitare la fuga verso il privato».

Con la fine del servizio del dottor Paolo Patta, avvenuta giovedì scorso, il territorio perde un pilastro della sanità sportiva. Professionista stimato ben oltre i confini locali, Patta ha dedicato decenni alla prevenzione e alla cura degli atleti, costruendo una carriera scandita da prestigiosi riconoscimenti nazionali e incarichi federali di alto profilo.

Tuttavia, il meritato riposo dello specialista porta con sé un’incognita pesante per il futuro delle prestazioni ambulatoriali. Per anni, Patta è stato il punto di contatto fondamentale per migliaia di giovani e società sportive, garantendo quel filtro necessario tra attività agonistica e sicurezza sanitaria. Oggi, quel presidio rischia la paralisi operativa: senza un turnover immediato, l’intero Centro di Medicina Sportiva potrebbe trovarsi costretto a ridurre drasticamente l’erogazione delle certificazioni e delle visite specialistiche.

A sollevare il caso è la segreteria della Uil Fpl, con la voce di Oscar Campus, che punta il dito sulla necessità di una risposta tempestiva da parte dei vertici dell’Asl. Secondo il sindacalista, il tempo delle attese è scaduto: occorre individuare subito un sostituto o predisporre soluzioni d’emergenza che scongiurino la sospensione dei servizi. Il timore espresso dal sindacato è che l’assenza di una figura pubblica costringa le famiglie e i club sportivi a dirottare le proprie necessità verso le strutture private, con un aggravio di costi che non tutti possono sostenere.

2 Febbraio 2026