Leggi-propaganda bocciate dalla Consulta: Tedde (FI) smonta la difesa della Todde
Il consigliere di Forza Italia Marco Tedde attacca la Giunta Todde dopo il pronunciamento della Consulta: «Legiferano in modo approssimativo e ideologico»
La recente sentenza n. 100 della Corte Costituzionale sulla legge regionale n. 18 del 2025 accende nuovamente lo scontro politico in Sardegna. Sulla pronuncia della Consulta interviene con durezza Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia, che parla di «ennesimo severo richiamo nei confronti di una maggioranza regionale che continua a legiferare in modo approssimativo, ideologico e privo della necessaria coerenza giuridica».
Secondo l’esponente azzurro, la bocciatura di alcune norme chiave della legge smentisce la lettura della presidente della Regione: «Al contrario della narrazione di Alessandra Todde, secondo la quale le norme sarebbero state dichiarate “sostanzialmente coerenti”, la Consulta ha confermato come il metodo legislativo adottato dal Campo Largo sia caratterizzato da improvvisazione e scarsa attenzione ai principi fondamentali dell’ordinamento».
Nel mirino di Tedde ci sono in particolare due punti della legge cassati dai giudici costituzionali. Il primo riguarda l’edilizia in zone a rischio: «Particolarmente grave – spiega il consigliere di Forza Italia – è la censura sulle opere in aree sottoposte a vincolo idrogeologico, dove la Regione aveva tentato di consentire interventi senza l’autorizzazione preventiva. La Corte ha ribadito che tali verifiche sono un presidio imprescindibile per la difesa del suolo». Il secondo punto tocca i beni culturali: «Altrettanto significativa è l’illegittimità sull’esclusione delle sanzioni paesaggistiche per le opere pubbliche realizzate senza autorizzazione. Anche qui la maggioranza ha cercato di introdurre una disciplina incompatibile con il quadro nazionale, ricevendo una netta smentita».
Per Tedde non si tratta di un caso isolato, ma di una tendenza emersa chiaramente nell’ultimo biennio: «Siamo di fronte all’ennesimo episodio di una lunga serie. Negli ultimi due anni la Regione Sardegna è stata più volte costretta a fare i conti con rilievi, impugnative e censure derivanti da norme scritte male, spesso annunciate con enfasi propagandistica ma prive di solidità tecnico-giuridica». Il problema, incalza l’esponente di opposizione, non risiede in semplici divergenze interpretative tra Stato e Regione, quanto in un «modo di legiferare confuso, frettoloso e scarsamente rispettoso dell’architettura costituzionale delle competenze».
Infine, Tedde respinge i tentativi della Giunta di valorizzare le parti della legge uscite indenni dal giudizio della Consulta: «Le disposizioni ritenute conformi non cancellano il significato politico delle parti demolite. Quando una legge viene colpita nei suoi aspetti più controversi e propagandati, il messaggio per i cittadini è chiaro: la qualità della produzione normativa della Giunta Todde continua a mostrare limiti evidenti. La Sardegna – conclude il consigliere nazionale di Forza Italia – ha bisogno di leggi serie, non di norme costruite per produrre titoli sui giornali e destinate poi a infrangersi davanti al giudice delle leggi».















