Le associazioni algheresi in piazza: “Non ci intimidiranno”

Alghero Antifascista e Dignitat intervengono ancora schierandosi contro il lavoro sottopagato e la “svendita dello spazio pubblico”. Attaccato il dibattito sulla sicurezza, visto come una distrazione dai problemi reali.

Le associazioni civiche Alghero Antifascista e Dignitat ritornano a parlare lanciando un forte appello per il risveglio di Alghero. In un comunicato congiunto, i gruppi chiedono “partecipazione popolare” e “resistenza comunitaria” per contrastare quello che definiscono un “sistema criminale” basato sullo sfruttamento e la speculazione. Il testo denuncia una situazione di degrado sociale ed economico, parlando esplicitamente di lavoro sottopagato, speculazione immobiliare e la “svendita dello spazio pubblico” a favore di interessi privati. “Negli ultimi mesi ci siamo spesso ritrovate nelle piazze del centro storico per vivere momenti collettivi di ritrovo, confronto e condivisione”, si legge nel comunicato. Le associazioni si sentono parte di una cittadinanza che “abbiamo sempre riconosciuto come vitale, attenta, solidale e rivendicativa”, ma che ora rischia di essere “anestetizzata” dalla paura.

Il comunicato entra nel merito delle dinamiche cittadine, denunciando ciò che “molti fingono di non vedere”: l’ostilità “verso ogni forma di aggregazione che non sia spendibile come propaganda politica o marketing turistico”. Un sistema che, secondo i gruppi, è “fondato su un’idea di profitto parassitaria e estrattiva”.

Alghero Antifascista e Dignitat rivendicano di aver avuto il “coraggio di pronunciare la parola camorra” in un contesto in cui chi ha responsabilità politiche “balbettava” o “eludeva”. Non si tratta, sottolineano, di retorica, ma di una “presa di coscienza della realtà sociale e politica di Alghero”. In questo quadro, il dibattito su una presunta “emergenza sicurezza” viene percepito come un tentativo di distrazione dal problema reale. “Sentiamo il dovere di ribadire ancora una volta che l’unica via per immaginare un’Alghero diversa è quella della riappropriazione collettiva degli spazi pubblici”, scrivono.

La mobilitazione, assicurano le associazioni, continuerà attraverso “assemblee aperte, incontri, iniziative politiche e rivendicative”. Non si lasceranno “intimidire né dai collaboratori scomposti dell’imprenditoria parassitaria del centro storico, né dall’indifferenza di chi amministra la città”. L’obiettivo è chiaro: ricostruire un “tessuto civico dal basso”, lontano dalle “stanze del dissenso simbolico e rituale” della politica.

Il comunicato si conclude con la visione di un futuro in cui Alghero non sia una “vetrina decadente” o una “colonia turistica in mano a nuovi padroni”. Le loro azioni, sottolineano, non sono “proclami che nascondono – dietro una verniciata frettolosa di progressismo – una mentalità coloniale e profondamente classista”. Il vero scopo è riprendere la parola, “collettivamente: cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori, per ricostruire insieme un’Alghero che resiste”.

Nella foto: uno striscione affisso durante una assemblea civica di questa estate.

30 Agosto 2025