Furti e auto bruciate nel Sud Sardegna: arrestati anche due algheresi
Operazione congiunta tra i militari di Carbonia e Alghero. In carcere due disoccupati locali: incastrati dalle telecamere dopo un anno di indagini.
C’è una forte impronta algherese nell’inchiesta che ha portato allo smantellamento di una pericolosa associazione a delinquere dedita ai furti seriali. Due giovani di Alghero, rispettivamente di 23 e 29 anni, entrambi disoccupati e già conosciuti dalle forze dell’ordine, sono stati trasferiti in carcere all’alba di oggi nell’ambito di una vasta operazione coordinata dalla Compagnia di Carbonia.
I due giovani della Riviera del Corallo sono considerati parte integrante di un sodalizio criminale che, dal novembre 2023, ha seminato il panico tra Carbonia e diversi comuni della provincia meridionale. L’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Alghero è stato fondamentale per localizzare e arrestare i due indagati, ora a disposizione dell’autorità giudiziaria insieme ad altri tre complici finiti dietro le sbarre.
La dinamica dei colpi L’organizzazione, che vedeva la collaborazione tra pregiudicati locali e soggetti gravitanti nell’area di Caput d’Acquas, agiva con una spregiudicatezza fuori dal comune. Il gruppo è accusato di ben 36 episodi criminali. Il metodo era quasi sempre lo stesso: venivano rubate auto (tra cui mezzi di una concessionaria e persino un veicolo della Polizia Penitenziaria) per compiere i raid, per poi incendiarle subito dopo così da cancellare ogni traccia di DNA o impronte digitali.
A incastrare la banda, e in particolare a definire il ruolo dei soggetti algheresi, sono state le analisi meticolose delle immagini di videosorveglianza e i pedinamenti effettuati dai militari. Il GIP, nel firmare le ordinanze, ha evidenziato l’allarmante pericolosità sociale del gruppo, giustificando la massima restrizione cautelare per i principali esponenti del sodalizio.















