“Enzo Favata e il boicottaggio del musicista israeliano”

L'opinione di Vittorio Guillot

Caro Enzo Favata. Ti conosco da quando eravamo ragazzi ed apprezzo il tuo talento musicale, perciò mi colpisce particolarmente il brutto fatto di cui ti sei  reso protagonista escludendo l‘artista israeliano Eyal Lener dal festival di Musica sulle Bocche. Non mi va proprio questa  tua decisione  perché  ‘boicotta qualsiasi artista israeliano e sionista per via dell’atteggiamento di Israele su Gaza e sui territori palestinesi occupati’. E no, caro Enzo, così non va anche, se hai precisato che  questa tua presa di posizione  ’ nulla ha a che fare con la religione’.

Così non va, a mio parere, perché trovo curiosa questo tuo comportamento dato che non è stato accompagnata da tue analoghe condanne per la violazione dei diritti umani praticata in tutti   i Paesi arabi ed islamici, compreso l’Iran, in cui ti sei esibito anche di recente. Questo  modo di agire, invece, ricorda molto la ottusa censura fascista, che niente aveva a che fare con la validità artistica  di grandi autori, come Majakovski, Gorky e Brecht ma ne impediva la lettura solo perché erano comunisti.Sopra tutto, sempre dal mio punto di vista, non va affatto bene accettare la logica perversa della ‘responsabilità collettiva’ per la quale il fatto stesso di appartenere ad un certo popolo fa ricadere su ogni suo membro le colpe di alcuni, fossero anche i suoi governanti.

Questo atteggiamento discriminatorio, a guardar bene, è alla radice di quello stesso razzismo che ha generato la terribile Shoah. Non mi stupisce affatto che questa intolleranza persecutoria sia tutt’oggi attuata dai delinquenti neonazisti e dagli estremisti islamici con la profanazione dei cimiteri israeliti e con la violenza fisica che, soprattutto in Francia, ha costretto molti, troppi ebrei a fuggire da certi quartieri in cui non erano più sicuri. Fatti gravi, questi, che fanno seriamente pensare che la Shoah costituisca tuttora una minaccia incombente sulla comunità ebraica e non, come qualcuno vuol farci credere, sugli immigrati africani e sugli zingari.

Dispiace, piuttosto, che un fine ed intelligente artista come te, che da senz’altro lustro alla nostra Alghero, sia incappato in un simile pasticcio. Certo, sei prontamente tornato sui tuoi passi ed hai chiesto scusa per questa incivile sparata. Hai fatto bene, anche se qualcuno può pensare che ‘voce dal se fuggita più richiamar non vale’. Ti saluto con stima.

Vittorio Guillot, 8 marzo 2019