Disciplinare AMP, il Parco risponde a Forza Italia: «Nessuna penale per le imprese, regole condivise»
Il Consiglio Direttivo difende il piano 2026 e smentisce le accuse di chiusura: «Nessuna decisione calata dall'alto, tariffe e quote concordate con gli operatori»
Il Consiglio Direttivo dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte prende atto delle osservazioni formulate dai consiglieri comunali di Forza Italia in merito al nuovo Disciplinare 2026 e ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti nell’interesse della comunità e degli operatori economici coinvolti. La posizione dell’ente si basa sul principio che non vi sia: “Nessuna contrapposizione tra tutela ambientale e sviluppo economico, ma un vero equilibrio tra la conservazione degli ecosistemi e la valorizzazione sostenibile delle attività che nel mare trovano lavoro, identità e prospettive di crescita economica”. È questo il principio che ha guidato il percorso avviato già dal 2026 con tutti i portatori d’interesse, così da migliorare – nel rispetto delle normative ministeriali – il Disciplinare dell’Area Marina Protetta.
Secondo la direzione del Parco, le misure previste non sono finalizzate a penalizzare alcuna categoria economica, bensì a garantire una gestione equilibrata e sostenibile di un patrimonio naturale che costituisce una risorsa fondamentale per l’intero territorio. La tutela dell’ambiente marino rappresenta infatti la condizione indispensabile per assicurare anche il futuro delle attività economiche che da esso dipendono. Per questo motivo, a differenza di quanto erroneamente affermato, l’Area Marina Protetta e il Parco di Porto Conte precisano di aver promosso numerosi incontri con operatori, associazioni di categoria e portatori di interesse, avviando un percorso di ascolto e interlocuzione finalizzato proprio alla costruzione delle regole di gestione. Un confronto che si è sviluppato nel corso dei mesi e che ha consentito di raccogliere osservazioni, contributi e proposte provenienti dal territorio.
“Il dialogo con le categorie economiche – sottolinea il presidente Emiliano Orrù – rappresenta un valore imprescindibile e ribadisce che tale confronto non solo è avvenuto, ma continuerà anche nella fase di attuazione del disciplinare”. È altresì opportuno ricordare che l’ente gestore opera all’interno di un quadro normativo nazionale che attribuisce precise responsabilità in materia di conservazione e gestione delle aree marine protette. Le scelte adottate rispondono pertanto a obblighi e finalità previsti dalla legge e sono orientate a garantire la compatibilità tra fruizione, attività economiche e tutela degli habitat. Anche con gli operatori che noleggiano unità da diporto, si è seguito il medesimo confronto, concordando le tariffe con tutte le aziende che hanno manifestato interesse ad operare all’interno dell’Amp e inserendo un carico massimo di unità superiore alle richieste pervenute.
Dall’ente concludono spiegare di comprendere le preoccupazioni espresse da alcuni operatori e di ritenere legittimo il confronto sulle modalità applicative delle misure previste. Tuttavia, tale confronto deve necessariamente partire da un dato condiviso: la salvaguardia del patrimonio ambientale non rappresenta un ostacolo allo sviluppo, bensì il presupposto stesso per uno sviluppo duraturo e di qualità. La tutela dell’ambiente marino, la valorizzazione delle attività tradizionali compatibili e la sostenibilità dell’offerta turistica non sono obiettivi in contrapposizione tra loro, ma componenti della medesima strategia di crescita del territorio. È questa la visione che il Consiglio Direttivo continuerà a perseguire con responsabilità, equilibrio e spirito di collaborazione istituzionale.

















