Dai banchi al gioco: al nido di Alghero la tradizione si impara tra filastrocche e canzoni

Storica prima volta per i bimbi della sezione grandi grazie al progetto con la scuola di Sant'Anna. Il professor Colledanchise: «A questa età assorbono tutto, è un imprinting ludico».

L’identità culturale e linguistica della Riviera del Corallo si impara fin dai primi mesi di vita. Per la prima volta in assoluto, il nido comunale di Alghero – gestito dalle cooperative sociali “Progetto Donna Più” e “Ali Assistenza” – ha aperto le porte a un progetto interamente dedicato alla lingua e alla cultura algherese. Si tratta di un’esperienza pilota nata all’interno di un percorso di continuità verticale strutturato con la scuola dell’infanzia di Sant’Anna, pensato per accompagnare i bambini in modo fluido e integrato da un ciclo scolastico all’altro.

Il progetto, ribattezzato “Parlar l’alguerés a l’escola”, vede come responsabile l’insegnante Franca Gavini. Sotto la sua guida, i bambini e le bambine della sezione grandi del nido si sono avvicinati in modo naturale e spontaneo ai suoni, alle cadenze e alle parole della variante catalana locale, utilizzando come veicolo pedagogico canzoni, giochi tradizionali e semplici attività espressive.

«È la prima volta che il nido partecipa a un progetto di questa natura», spiega con soddisfazione Gavini, sottolineando il valore di «un’esperienza nuova e coinvolgente nata proprio per stringere un legame educativo forte con la scuola dell’infanzia di Sant’Anna».

A fare da motore operativo e scientifico all’iniziativa è stato chiamato un volto storico della cultura locale: il professor Antonello Colledanchise. Psicologo, già preside dei licei cittadini, Colledanchise dal 1978 svolge attività di volontariato nelle scuole per tramandare la lingua algherese agli alunni, ma quest’anno ha accettato la sfida di tarare il metodo sui piccolissimi del nido.

«A questa età i bambini assorbono facilmente tutto – analizza il professore –. Certamente non sarà con due filastrocche che impareranno l’algherese, ma questo costituisce un imprinting che permette loro di avvicinarsi alla lingua in modo ludico».

La metodologia applicata si basa sulla calibratura degli stimoli in base alle fasce d’età, puntando sulla salvaguardia delle tradizioni attraverso il divertimento. «Per i bambini del nido – prosegue Colledanchise – ho scelto come canzone “Mans manetes”, da me musicata, e come gioco tradizionale “Lo cavall de canya”».

Il percorso didattico si avvia ora verso la sua conclusione naturale. Il prossimo 25 giugno 2026, i piccoli del nido comunale vivranno un momento speciale di festa e condivisione proprio negli spazi della struttura, dove accoglieranno i compagni più grandi della scuola dell’infanzia per celebrare insieme i risultati raggiunti. Un’iniziativa che rappresenta un primo, importante passo verso un modello di scuola sempre più radicato nel territorio, capace di trasformare la memoria storica in un ponte educativo per la crescita delle nuove generazioni.

8 Giugno 2026