Caso Todde, Giusy Piccone (M5S): «Sentenza ristabilisce la verità, basta attacchi»

L'esponente pentastellata dopo il verdetto d'appello: «Costruito un caso pretestuoso su basi infondate, ora le minoranze abbandonino le polemiche e tornino ai temi reali della Sardegna».

«Il mandato democratico non può essere messo in discussione da interpretazioni forzate delle norme». Con queste parole Giusy Piccone, esponente del Movimento 5 Stelle Alghero, commenta il pronunciamento della Corte d’Appello di Cagliari che ha escluso in via definitiva la decadenza della Presidente della Regione, Alessandra Todde, limitandosi a una sanzione amministrativa.

Per il Movimento 5 Stelle, la sentenza rappresenta la conferma di una posizione sostenuta con fermezza sin dalle prime battute della vicenda legale. «Lo abbiamo ribadito fin dall’inizio con convinzione: non vi erano i presupposti per mettere in dubbio il risultato elettorale né la legittimità dell’operato della Presidente», spiega Piccone. «In questi mesi abbiamo scelto la strada del silenzio operoso e del pieno rispetto per la magistratura, senza cedere a polemiche o forzature. Una scelta di responsabilità che oggi i fatti premiano».

L’affondo politico: «Costruito un caso sul nulla» L’analisi di Giusy Piccone si sposta poi sul piano politico, censurando l’atteggiamento delle opposizioni. «È evidente come sia stato costruito un caso pretestuoso su basi infondate, con l’unico obiettivo di minare il voto dei cittadini. Un approccio che riteniamo non solo sbagliato, ma pericoloso per la tenuta delle istituzioni».

Secondo l’esponente pentastellata, il clima politico attuale – segnato anche dalla recente vittoria del “No” al referendum – confermerebbe un orientamento preciso dell’elettorato: «I cittadini non accettano forzature sulle regole senza un confronto vero. È un segnale chiaro a chi pensa di piegare le istituzioni a logiche di parte».

L’appello alle opposizioni: «Ora si torni ai temi reali» In chiusura, il Movimento 5 Stelle algherese lancia un monito alle minoranze in Consiglio Regionale, auspicando un cambio di rotta nel dibattito pubblico. «È legittimo attendersi un cambio di passo: l’opposizione abbandoni le narrazioni smentite dai fatti e torni a confrontarsi sul merito dei problemi della Sardegna. La qualità della politica si misura sulle proposte concrete, non sui ricorsi. Noi continueremo a operare con la coerenza e la serietà dimostrate fin dall’inizio di questa vicenda, nell’esclusivo interesse dei cittadini».

24 Marzo 2026