Caso Giuni Russo, l’Associazione non ci sta: «Cifre errate, la Fondazione non dice la verità»

Controrisposta al veleno dopo lo stop al concerto per i 40 anni di "Alghero": «Chiesti 150mila euro, non 200mila. Il Mirador? Fu merito di un Commissario, non della politica».

Non si placa la tempesta mediatica e politica attorno al mancato tributo per Giuni Russo. Dopo le giustificazioni addotte dalla Fondazione Alghero, arriva la durissima replica dell’Associazione GiuniRussoArte, che esercita il diritto di replica per ristabilire quella che definisce «la verità dei fatti», smentendo categoricamente le cifre e le ricostruzioni fornite dal presidente Graziano Porcu.

Il primo punto di frizione riguarda il budget. L’Associazione chiarisce che il preventivo iniziale per l’evento del 31 luglio 2026 era di 180mila euro, cifra poi ufficialmente ribassata a 150mila euro “tutto compreso” già nello scorso mese di settembre. Una distanza netta rispetto ai 200mila euro citati dalla Fondazione.

«Dopo quasi due mesi di silenzio e numerosi solleciti da parte nostra – spiegano dall’Associazione – il Sindaco e il Presidente della Fondazione hanno proposto un budget di 100mila euro». Una cifra ritenuta del tutto insufficiente per coprire i costi di una produzione di alto livello, comunicata peraltro «solo pochi giorni fa», rendendo di fatto impossibile qualsiasi ulteriore margine di manovra organizzativa.

L’Associazione lancia poi una stoccata che riscrive la narrazione istituzionale degli ultimi anni. Se la Fondazione aveva citato l’intitolazione del Mirador Giuni Russo sul colle del Balaguer come prova del legame costante tra l’amministrazione e l’artista, la replica sposta il merito altrove.

Secondo l’Associazione, quell’omaggio fu possibile solo perché nel 2014 il Comune era commissariato: la decisione fu presa dal Commissario straordinario Antonello Scano e accolta dalla Commissione Toponomastica allora presieduta da Gabriella Esposito. Un modo per sottolineare come, a loro dire, la “politica” algherese abbia storicamente faticato a onorare degnamente la cantante.

La nota si chiude con amarezza: l’Associazione ribadisce che, nonostante la «buona volontà», era impensabile realizzare un evento della portata prevista con le risorse messe in campo dall’Amministrazione Cacciotto all’ultimo minuto. Una versione che trasforma il “no” della Fondazione in un vicolo cieco creato, secondo l’Associazione, da ritardi burocratici e proposte economiche fuori mercato.

2 Aprile 2026