“Bombe carta e auto incendiate: la politica non può girarsi dall’altra parte”
Dopo gli attentati in via Venezia e nel quartiere Sant’Agostino, il consigliere della Lega attacca: «Città nel mirino, l’Amministrazione non può più restare a guardare».
Notti di paura ad Alghero, tra esplosioni e incendi dolosi che riportano prepotentemente al centro il tema della sicurezza urbana. Dopo la bomba carta fatta esplodere davanti a un condominio di via Venezia e l’ennesima auto data alle fiamme nel quartiere di Sant’Agostino, il consigliere comunale della Lega Michele Pais lancia un nuovo, accorato appello al sindaco e all’amministrazione comunale, chiedendo una presa di posizione immediata e soprattutto atti concreti.
«Siamo di fronte a episodi gravissimi – dichiara Pais – che purtroppo non costituiscono casi isolati ad Alghero, dove fatti del genere nel tempo si sono moltiplicati. Una bomba carta nel cuore della città e un’altra auto incendiata in un quartiere già duramente colpito da episodi simili rappresentano un campanello d’allarme che la politica non può ignorare. Qui è in gioco la sicurezza dei cittadini e il livello di salute sociale».
L’esplosione avvenuta nella notte tra sabato e domenica in via Venezia ha causato danni rilevanti a un condominio e generato momenti di forte apprensione tra i residenti, svegliati da un boato avvertito a grande distanza. Poche ore prima, nel quartiere di Sant’Agostino, un’automobile è stata completamente distrutta da un incendio di probabile origine dolosa, l’ennesimo di una lunga serie che sta alimentando paura e insicurezza tra gli abitanti della zona.
«Non basta esprimere solidarietà o affidarsi esclusivamente al lavoro, fondamentale, delle forze dell’ordine – prosegue il consigliere leghista –. Serve una strategia chiara da parte dell’amministrazione comunale: più controlli, più prevenzione, un presidio costante del territorio e un confronto serio con Prefettura e forze di polizia».
Pais annuncia inoltre la presentazione di un ordine del giorno in Consiglio comunale. «Porterò la questione in aula – conclude – perché il Consiglio si assuma la responsabilità di affrontare apertamente il tema della sicurezza. I cittadini chiedono risposte e hanno diritto a sentirsi protetti. Girarsi dall’altra parte non è più un’opzione».















