Baby gang a Sassari: rapinano e umiliano i coetanei sui bus, fermati due minorenni
I Carabinieri incastrano due studenti grazie alle telecamere dei bus: colpi in via Manno e via Tavolara tra rapine, scarpe rubate e minacce ai coetanei
Agivano con una spregiudicatezza preoccupante, scegliendo le proprie vittime tra i coetanei nelle zone della movida e a bordo dei mezzi pubblici. I Carabinieri della Stazione di Sassari hanno smantellato una piccola ma agguerrita “baby gang” attiva nel centro cittadino, dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni nei confronti di due studenti.
Le indagini, coordinate dalla Procura per i Minorenni di Sassari e condotte con il supporto dei sistemi di videosorveglianza, sono scattate dopo una rapina avvenuta lo scorso 22 febbraio in via Manno. In quell’occasione, presso una fermata dell’autobus, i due indagati avrebbero sottratto con la forza un cappellino di marca a un loro coetaneo dopo averlo minacciato. Tuttavia, gli approfondimenti investigativi hanno rivelato che non si trattava di un episodio isolato, ma di una condotta sistematica volta a intimidire e mortificare altri giovanissimi.
Dagli accertamenti è emerso un precedente episodio avvenuto il 9 gennaio a bordo di un autobus in transito in via Tavolara. In quella circostanza, i due avrebbero tentato di estorcere denaro a un altro minore e, non riuscendo nell’intento, avrebbero privato la vittima delle scarpe da ginnastica, cercando persino di rivenderle sul momento ad altri passeggeri. Dopo aver tentato inutilmente di rubargli anche il giubbotto, i giovani si erano infine impossessati di una scatola di cioccolatini.
L’inchiesta ha fatto luce sulla partecipazione alle scorribande di altri due ragazzi, entrambi minori di quattordici anni e per questo non imputabili secondo la normativa vigente. Una dinamica di gruppo che evidenzia la gravità del fenomeno del bullismo degenerato in vera e propria criminalità giovanile. Al termine delle formalità di rito, la Procura ha disposto per uno dei minorenni il trasferimento in una comunità educativa con obbligo di permanenza, mentre l’altro giovane è stato sottoposto alla misura della permanenza domiciliare.

















