Anziani e vecchi

Che cosa rappresentano oggi gli anziani ed i vecchi? Sono un peso od una risorsa? Si tratta, indubbiamente, di considerare in modo adeguato le diverse situazioni, perché è evidente che le due condizioni, peso o risorsa, possono riscontrarsi abbastanza facilmente. Ma c’è da osservare come considerare gli anziani ed i vecchi un peso, assuma rilevanza là dove l’intervento dello Stato sia carente, e sia inadeguato anche il sostegno della famiglia. In quanto a considerare l’anziano e il vecchio come risorsa, oggi questo aspetto è, in parte, messo in ombra anche a causa delle caratteristiche assunte dalla famiglia (famiglia nucleare); i cambiamenti culturali avvenuti nella società si dimostrano inadeguati alle necessità degli anziani e dei vecchi.

La presenza di anziani e di vecchi nella vita familiare di una volta rappresentava la tradizione, la memoria del passato, la saggezza a cui ispirarsi, la guida per 1’avvenire,soprattutto per i giovani. In passato accadeva facilmente che i ragazzi,dopo la scuola,a casa potessero giovarsi della disponibilità dei nonni a trasmettere esperienze. Ebbene, questo potrebbe accadere anche oggi con la presenza di nonni in famiglia; difficilmente, infatti i ragazzi possono fare affidamento,anche per mancanza di tempo e di voglia sull’aiuto degli adulti, a livello di trasmissione di esperienze,di conoscenze,di credenze delle generazioni passate. Il passato non può costituire un vuoto, bensì un ponte per il presente, proiettato verso il futuro. La complessità della cultura contemporanea ha inadeguata consapevolezza circa la possibilità di considerare gli anziani ed i vecchi figure importanti sul piano affettivo ed educativo; non valorizza, come sarebbe opportuno, anziani e vecchi in grado di manifestare ancora buone capacità psicofisiche. E’ sufficiente osservare un nonno od una nonna con i nipotini,per comprendere quanto sia straordinaria la loro intesa negli occhi dei nipotini ed in quelli dei nonni appare una stessa luce che li introduce e li guida in un mondo in cui soltanto ad occhi innocenti è dato di scoprire il lato meraviglioso delle cose.

Anziani e vecchi spesso sono in grado di riappropriarsi del proprio tempo, di dedicarsi con entusiasmo a tutto quello che, a causa degli impegni di lavoro e familiari, si è rinviato. Si ha il tempo di valorizzare la creatività,il pensiero, l’aspetto ludico: questo dovrebbe favorire una società che si proponesse di rispettare tutte le età della. vita! La società dovrebbe fare l’impossibile per offrire opportunità agli anziani ed ai vecchi, per garantire la loro libertà di esprimersi anche attraverso forme di attività creative. Certo, anziani e vecchi possono essere una risorsa; oggi molti di loro rappresentano, pure con pensioni inadeguate, un punto di riferimento economico per i figli e per i nipoti. Anziani e vecchi non dovrebbero mai sentirsi inutili, la loro vita dovrebbe appartenere ad un’età libera da desideri impossibili, dalle illusioni, dalle passioni schiavizzanti. Indubbiamente,anche nella loro vita non mancano fasi dominate dal pessimismo e fasi all’insegna dell’ottimismo,in cui si è attivi, vivaci. Generalmente, si ritiene che questo cambiamento di umore sia dovuto, in loro, dal venir meno dell’unità tra corpo e psiche. Si tratta, pertanto, di favorire, per quanto è possibile, il ritrovarsi di corpo e anima: ciò può avvenire mediante un rapporto attento, affettuoso, che abbia la possibilità di far considerare agli anziani ed ai vecchi la vita ancora dotata di senso. Il rispetto per loro dovrebbe essere fondamentale; mai essi dovrebbero sentirsi in uno stato di sopravvivenza, non dovrebbero mai percepire che, per il fatto di avere superato l’età lavorativa, siano tollerati: l’esistenza deve avere senso sino all’ultimo giorno, per tutti . Se anziani e vecchi si sentiranno inseriti in una rete di relazioni, sapranno dare il meglio di sé e, tra l’altro, sapranno affrontare meglio le infermità dovute all’età. Oggi si vive di più, e si attende un ulteriore innalzamento dell’età grazie a nuove scoperte sul piano della genetica. Ebbene, se questo fatto da un lato è positivo, dall’altro potrebbe rivelarsi controproducente, qualora le opportunità, i sostegni, da parte dello Stato, a favore degli anziani e dei vecchi, dovessero ridursi ulteriormente: la loro vita diventerebbe davvero difficile.

Ho delineato, sin qui, un quadro, credo, abbastanza positivo per quanto concerne gli anziani ed i vecchi; naturalmente, le cose vanno diversamente quando il loro quadro psicofisico muta, quando le malattie non lasciano via di scampo. Anche se nel caso di una longevità abbastanza attiva non mancano ansie, paure, preoccupazioni, una malattia che renda invalidi è ben altra cosa. In casi del genere, purtroppo la vita si svolge spesso in solitudine, non si ha la possibilità di farsi sentire, di farsi ascoltare; a volte, soltanto fatti di cronaca riescono a portare anziani e vecchi alla ribalta. Libri, articoli di neurologi, geriatri, filosofi, scrittori, si rivelano in contrapposizione, tra pessimisti e ottimisti, nell’analizzare il decadimento senile; ciò che maggiormente preoccupa e angoscia non è tanto il decadimento fisico dovuto agli anni, quanto quello mentale. Non mancano, però, le note ottimistiche nelle ricerche recenti; si parla,ad esempio, di “plasticità neurale” e della possibilità di poter conservare a lungo le capacità cerebrali, sottoponendosi a nuove forme di apprendimento che possano consentire l’apertura mentale, l’interesse per il mondo circostante.

Prima di concludere intendo spendere qualche parola circa un diffuso pregiudizio riguardante gli anziani ed i vecchi: li si considera prigionieri del passato, dei ricordi, inclini alla nostalgia. E’ evidente, una punta di nostalgia può anche esserci; i cambiamenti sociali possono certamente favorire una visione malinconica della vita. Ma se si sentono accettati, negli anziani e nei vecchi si manifesta tanta voglia di vivere; la qualità della vita dello spirito diventa migliore. C’è, a proposito, un’affermazione del famoso oratore francese Jean-Haptiste-Henri Laecordaire: “a mano a mano che invecchiamo, la realtà terrena svanisce in noi e quella spirituale si accentua. La vecchiaia che debilita il corpo, ringiovanisce l’anima, se non è corrotta, o incosciente di se stessa”.

8 ottobre 2012