Alghero, Piccone (M5S) difende la Fondazione: «Il Cap d’Any è l’inizio di un percorso, non un evento isolato»

La consigliera del Movimento 5 Stelle analizza i numeri della comunicazione: «Dieci milioni di contatti tra TV e web con costi minimi. Il successo non si misura solo con le presenze di una notte, ma con la forza del brand nel tempo».

Il dibattito politico sul Capodanno algherese si sposta sul terreno del marketing territoriale. La consigliera del Movimento 5 Stelle, Giusy Piccone, interviene con una nota ufficiale per riportare il confronto su binari tecnici, allontanando le polemiche sulle gerarchie regionali e concentrandosi sulla strategia di posizionamento della città. Secondo l’esponente pentastellata, il lavoro della Fondazione Alghero non va giudicato sulla “fotografia” di una singola notte, ma sulla capacità di trasformare un evento di punta in un volano per l’intera stagione.

Per Piccone, il Cap d’Any è stato concepito come un vero e proprio “gancio narrativo” capace di raccontare la complessità di Alghero: dalla sua identità linguistica al patrimonio archeologico, passando per l’enogastronomia e il paesaggio. L’obiettivo dichiarato è quello di superare la visione di una città puramente balneare per consolidare un brand attrattivo tutto l’anno. In quest’ottica, il Capodanno smette di essere un prodotto autonomo e diventa un momento di alta visibilità per innescare un percorso esperienziale più ampio, misurabile nel medio e lungo periodo in termini di reputazione e riconoscibilità.

Entrando nel merito delle azioni intraprese, la consigliera sottolinea l’efficienza nell’uso delle risorse pubbliche. La strategia ha viaggiato su più livelli, partendo dalla dimensione nazionale con una massiccia campagna su La7: ben 119 passaggi televisivi dedicati al brand “Alghero tutto l’anno” che hanno raggiunto una copertura stimata di circa 10 milioni di persone.

Ottimi riscontri arrivano anche dal fronte digitale, dove si sono registrate oltre 8 milioni di visualizzazioni complessive e quasi centomila interazioni, con migliaia di nuovi follower e clic verso i contenuti di approfondimento. Il tutto – rimarca Piccone – a fronte di un investimento in sponsorizzazioni estremamente contenuto, pari a 4.600 euro. A completare il quadro, il press tour internazionale che ha ospitato sei firme della stampa estera, con l’obiettivo di generare narrazioni autentiche e durature sui mercati internazionali, lontano dalle logiche del turismo di massa.

La consigliera chiarisce poi che il successo turistico non può gravare solo sulle spalle della comunicazione. Una crescita costante dei flussi dipende infatti da fattori strutturali come i collegamenti aerei, i servizi e un’offerta culturale continuativa. Tuttavia, proprio l’incremento dell’interesse digitale e della ricerca della destinazione rappresenta il primo passo necessario per stimolare l’attenzione dei vettori e del mercato del trasporto.

In chiusura, Piccone rinnova la fiducia nell’operato della Fondazione, definendo legittimo il confronto politico ma chiedendo onestà intellettuale: valutare il progetto solo sulle presenze di una notte sarebbe parziale e fuorviante rispetto a un percorso strategico che punta a costruire valore nel tempo.

17 Gennaio 2026