Stadio Mariotti, il centrodestra: «Deroga scambiata per fine lavori»
Botta e risposta ad Alghero dopo l’ordinanza per la tribuna ospiti. L’opposizione chiede tempi certi per l’agibilità definitiva e un cronoprogramma sui cantieri.
dibattito politico sul futuro dello stadio Mariotti si infiamma a margine della riapertura, seppur limitata e temporanea, della tribuna ospiti. La questione divide la maggioranza e i gruppi di opposizione, con il centrodestra che interviene per fare chiarezza sullo stato reale dei cantieri e delle procedure amministrative.
La discussione ruota attorno all’ordinanza sindacale n. 35 del 16 ottobre, che ha autorizzato l’accesso a un massimo di 100 spettatori in occasione della gara Alghero-Atletico Uri del 18 ottobre. Un provvedimento eccezionale che, secondo i consiglieri di opposizione Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori Sardi), non può essere confuso con la conclusione dei lavori.
«Presentare questo provvedimento come la dimostrazione che la riqualificazione dello stadio è ormai compiuta significa confondere due cose profondamente diverse: la possibilità di utilizzare provvisoriamente un settore e la conclusione dei lavori, con tutti i collaudi e le autorizzazioni necessari», dichiarano i rappresentanti del centrodestra, sottolineando come l’atto sindacale specifichi che sono ancora in corso il perfezionamento del collaudo statico, la SCIA antincendio e l’iter per il TULPS.
La polemica chiama direttamente in causa il consigliere regionale Valdo Di Nolfo, accusato dall’opposizione di aver omesso nella sua comunicazione i dettagli procedurali legati all’agibilità temporanea. «Il ritorno temporaneo dei tifosi ospiti è certamente positivo, ma non certifica la conclusione dell’intervento e non cancella le procedure ancora da perfezionare. Ringraziamenti e annunci non possono sostituire collaudi, certificazioni e atti amministrativi», aggiungono i firmatari del documento.
Il centrodestra allarga poi il campo alle prescrizioni ancora pendenti sull’impianto sportivo — dai percorsi di esodo alla videosorveglianza richiesta dalla Questura, fino ai servizi igienici — chiedendo all’Amministrazione di fare chiarezza pubblica sullo stato di avanzamento delle opere. Al centro della critica vi è anche il ricorso a un’ordinanza straordinaria: «Un provvedimento temporaneo non può diventare la modalità ordinaria per gestire l’utilizzo di un impianto sportivo».
Richiamando i circa 700 mila euro di risorse pubbliche investite, i gruppi di minoranza sottolineano la necessità di uscire dalla logica delle deroghe per restituire alla città un’infrastruttura pienamente omologata, inserendo il caso Mariotti in una più ampia riflessione sulla programmazione dei lavori pubblici in città, dalla piscina comunale alla viabilità.
La nota congiunta si chiude tuttavia con una nota di apertura e il ribadito sostegno alla squadra: «Siamo soddisfatti che l’Alghero possa giocare in casa e che i tifosi possano tornare sugli spalti. Proprio per questo chiediamo che si lavori senza ulteriori ritardi per restituire alla città un Mariotti pienamente sicuro, funzionale e omologato», concludono i consiglieri, invocando un cronoprogramma pubblico e un aggiornamento puntuale in Consiglio comunale.
















