La Giunta risponde sul personale: «Scelte chiare e sul merito»
L'Amministrazione comunale risponde ai dubbi dell'opposizione: «Le selezioni non sono automatismi, le prove servono a misurare le reali capacità del personale».
L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Raimondo Cacciotto interviene con una nota ufficiale per fare chiarezza sulla gestione del personale e sulla recente riorganizzazione degli uffici, replicando ai rilievi critici sollevati sulle procedure di progressione verticale. Secondo quanto evidenziato dal documento di Palazzo Civico, l’Esecutivo sta portando avanti un piano di rafforzamento della pianta organica attraverso nuove assunzioni e la ridefinizione della macrostruttura dell’Ente, con l’obiettivo di dare attuazione alle linee programmatiche di mandato. Contestualmente, la Giunta rivendica l’incremento del fondo per le retribuzioni aggiuntive, che ha raggiunto una dotazione di circa 270 mila euro, risorsa destinata a sostenere le carriere, la formazione e le condizioni lavorative dei dipendenti.
In merito alle polemiche sulle progressioni tra le aree, la nota evidenzia la necessità di ristabilire la chiarezza dell’informazione di fronte a contestazioni che, secondo la Giunta, conterrebbero «evidenti errori tecnici e giuridici». L’Amministrazione ricorda che la disciplina sulle progressioni verticali ordinarie è stata introdotta nel 2021 con il decreto-legge n. 80 (convertito nella legge n. 113/2021) e successivamente integrata dalla contrattazione collettiva nazionale (CCNL Funzioni Locali).
«Fa riflettere la facilità con cui oggi arrivano lezioni e suggerimenti», afferma il sindaco Raimondo Cacciotto. «La possibilità di attivare le progressioni verticali ordinarie esiste dal 2021: se oggi vengono indicate come una strada necessaria per valorizzare il personale, è legittimo chiedersi perché non siano state regolamentate e rese concretamente accessibili per tempo. Ci siamo assunti la responsabilità di definire regole chiare, criteri trasparenti e procedure aperte a tutti i dipendenti in possesso dei requisiti».
La nota sottolinea che la regolamentazione approvata nel 2026 stabilisce in anticipo requisiti, punteggi, modalità delle prove e funzionamento delle commissioni giudicatrici, escludendo automatismi legati alla semplice anzianità di servizio. Viene inoltre precisata la distinzione tra la programmazione della posizione – mirata alle esigenze organizzative dell’Ente – e la platea dei candidati, aperta a tutto il personale in possesso dei titoli e non limitata ai soli dipendenti già incardinati nel singolo servizio.
L’Amministrazione precisa altresì le differenze sostanziali tra le progressioni ordinarie e quelle «in deroga», strumento speciale e transitorio previsto dalla contrattazione collettiva con criteri e finalità differenti. Sebbene la valorizzazione dell’esperienza sia considerata un principio corretto, la nota chiarisce che l’anzianità presso l’Ente misura la durata del servizio ma non certifica in modo automatico le competenze acquisite, l’autonomia o le capacità necessarie per l’accesso all’area superiore, che richiedono un’apposita verifica tramite prove concorsuali.
Sulla questione interviene anche l’assessore al Personale, Enrico Daga, che difende l’impianto complessivo delle scelte adottate: «La scelta non è quella di sostituire il merito con l’anzianità, ma di fare in modo che l’esperienza conti per ciò che ha effettivamente prodotto in termini di professionalità. Stiamo realizzando una delle più importanti riorganizzazioni del personale del Comune: assunzioni, progressioni e razionalizzazione degli uffici per colmare carenze ereditate, valorizzare competenze e realizzare gli impegni presi con la città. Ridurre tutto a battute buone per un titolo di giornale significa screditare i lavoratori pur di colpire la giunta».
L’Amministrazione conclude ribadendo che la linea adottata intende coniugare tre obiettivi fondamentali: la valorizzazione del personale interno, il riconoscimento delle competenze maturate e la selezione delle professionalità necessarie all’organizzazione comunale.
















