Scontro sulle progressioni verticali: Europa Verde affonda il colpo contro Forza Italia
Moro e Podda: «Criteri chiari e predeterminati. Perché gli azzurri non hanno tutelato i dipendenti quando ne avevano la possibilità?».
Contesto politico acceso ad Alghero sul tema delle dinamiche amministrative e della gestione dei dipendenti comunali. I rappresentanti locali di Europa Verde, Giampietro Moro e Beatrice Podda, hanno diffuso una nota ufficiale per contestare l’operato e la linea politica assunta da Forza Italia. Secondo gli esponenti del movimento, la condotta degli azzurri presenterebbe forti contraddizioni interne, bilanciandosi tra una stretta attività di controllo formale e un improvviso cambio di atteggiamento in merito ai percorsi lavorativi del personale dell’ente.
Nella nota, Moro e Podda evidenziano quello che definiscono «il paradosso di Forza Italia», criticando «l’uso massiccio e sistematico dell’accesso agli atti per vigilare sulla regolarità dei procedimenti amministrativi, con il dito alzato e il cartellino giallo sempre in vista, un’attività che spesso mette sotto pressione o sotto esame proprio l’operato quotidiano degli uffici e dei dirigenti».
Un atteggiamento che, secondo la ricostruzione di Europa Verde, muterebbe radicalmente al presentarsi delle procedure per il personale: «Non appena si presenta un caso di progressione dei dipendenti, i forzisti invertono la rotta e indossano l’abito dei salvatori della Patria. Oggi controllori inflessibili, domani il più facile del cambio di sembianze per stare dalla parte delle aspettative dei dipendenti cavalcando qualche malcontento».
I rappresentanti di Europa Verde richiamano l’attenzione sulla cronologia normativa e sui precedenti amministrativi del Comune: «Riteniamo che invece sia necessario il buon senso e la responsabilità, anche perché la possibilità di effettuare progressioni verticali ordinarie esiste dal 2021. Ci chiediamo perché Forza Italia non ha agito in questo senso. Se riteneva così vitale tutelare le carriere dei dipendenti comunali, perché quelle procedure non sono state portate a compimento o strutturate allora con i criteri sui quali oggi sollevano pretestuosi dubbi?».
In conclusione, la nota replica alle contestazioni sollevate dagli azzurri sottolineando la validità dell’impianto regolamentare attualmente in vigore: «Non vorremmo ricordare ancora una volta la memoria corta degli azzurri, che li porta a denunciare l’operato attuale dimenticando che la macchina amministrativa è rimasta ferma sotto la propria gestione. Il regolamento comunale approvato nel 2026 prevede una struttura definita di punteggi e prove per rendere uniforme e conoscibile il sistema prima dell’avvio delle procedure. Le regole vengono fissate prima della selezione, i criteri sono predeterminati e la commissione deve operare all’interno di quel quadro».
















