Sport e periferie, al via il restyling del campo del Carmine: «Dalle promesse ai cantieri»
Prosegue il piano dell'amministrazione sugli impianti cittadini. L'assessore Daga: «Riportiamo movimento, relazioni e famiglie dove c'era abbandono».
Prosegue la ricognizione del Comune sugli impianti sportivi della città. Dopo i sopralluoghi al campo “Mariotti” e al Tennis Club, l’attenzione dell’amministrazione si sposta nel quartiere del Carmine, dove sono in corso i lavori di riqualificazione dello storico impianto calcistico cittadino.
L’intervento prevede la trasformazione di una struttura da tempo segnata dall’usura in un polo sportivo moderno. L’operazione parte dagli spogliatoi, oggetto di una ristrutturazione radicale: «Gli ambienti sono stati rifatti integralmente — spiega l’assessore Enrico Daga — dai nuovi massetti, pavimenti e rivestimenti, fino ai servizi sanitari e accessori, con nuovi impianti idrici, fognari, solare termico ed efficientamento energetico. Dentro le mura del vecchio impianto non è rimasto praticamente nulla».
Particolare attenzione è rivolta al terreno di gioco, dove la superficie originaria lasciata alla terra e all’incuria farà spazio a un manto in erba sintetica di ultima generazione. Il cantiere ha già completato la fase di scavo e recupero dei materiali, con la posa del geotessile tecnico per la separazione dei drenaggi.
«Nei prossimi giorni verranno completati gli ulteriori strati di materiale, progressivamente distribuiti, compattati e livellati, fino a ottenere un sottofondo stabile, regolare e capace di smaltire correttamente l’acqua — sottolinea l’assessore —. Soltanto dopo verrà posato il nuovo manto in erba sintetica. Alla fine dei lavori avremo un campo utilizzabile intensivamente, in tutte le stagioni, adeguato per gli allenamenti e per le competizioni».
L’opera si inserisce in una più ampia strategia di recupero dei quartieri periferici attraverso la funzione sociale dello sport. «Riqualificare un impianto in un quartiere periferico non significa soltanto rifare un campo o ridargli un volto — evidenzia Daga — ma significa riportare movimento, relazioni e vita dove per troppo tempo sono rimasti terra e trascuratezza. Qui torneranno bambini, ragazzi, famiglie e società sportive».
L’esponente della giunta rivendica infine il ritmo impresso ai lavori a pochi mesi dall’insediamento: «Nella storia di questa amministrazione siamo arrivati praticamente ieri, eppure le cose cominciano già a vedersi: nei cantieri, non nelle promesse. La nostra ricognizione degli impianti non è ancora finita».
















