«Torniamo in piazza per la Palestina»: da Alghero il grido contro il riarmo e la guerra
Coordinamento e associazioni sarde lanciano l'appello alla mobilitazione: «Servono piazze piene, sanzioni ed embargo sulle armi»
«Il genocidio a Gaza non si è mai fermato. A dieci mesi dal cosiddetto “cessate il fuoco”, i dati riportati dalle superstiti autorità sanitarie locali, dall’UNICEF e dall’OCHA registrano per la striscia di Gaza circa 1.280 palestinesi uccisi e oltre 3.943 feriti. Di questi circa 300, in media uno al giorno, sono i bambini ammazzati e più di 400 quelli feriti». A denunciarlo è il coordinamento “Alghero per Gaza” insieme alle associazioni aderenti alla Camminata per la Palestina ad Alghero in programma sabato 29 agosto con partenza alle ore 18.30 dalla spiaggia del Lido fino a raggiungere Largo San Francesco, dove si terrà un presidio con interventi e le immagini della mostra (d)istruzione.
«Dal 7 ottobre 2023 – prosegue il documento di dura condanna sulla situazione in Medio Oriente – la cifra delle vittime palestinesi, in larghissima maggioranza civili, supera per la sola Striscia di Gaza le 73.000 unità di cui 21.000 bambini, quella dei feriti le 174.000. Questo, naturalmente, volendo ancora considerare “disperse” le migliaia di persone sepolte sotto le macerie o disintegrate da missili, droni, bombe e cannonate».
Nel comunicato vengono richiamati anche i numeri delle violenze in Cisgiordania e delle incursioni in Libano, oltre alla situazione dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, tra cui diversi medici e minorenni. «Le persone palestinesi detenute da Israele sono più di 9.500, di cui oltre 3.500 in detenzione amministrativa e 350 bambini. È accertata la pratica continua di torture e violenze fisiche e psicologiche. Il numero, la varietà e la portata dei crimini di guerra e contro l’umanità commessi ha superato ogni linea rossa dell’etica e del diritto, e tuttavia si registra la quasi totale assenza di reazioni da parte dei governi europei e mondiali».
La nota prende poi in esame le ripercussioni sul territorio regionale e locale: «Anche in Sardegna si moltiplicano le denunce nei confronti di persone che hanno preso parte ad iniziative contro il genocidio palestinese, un vero oltraggio alla libertà di espressione al quale dobbiamo opporci con fermezza e unità. Mentre dall’altra parte, dobbiamo assistere allo sbarco continuo nella nostra isola di turisti che godono delle vacanze di decompressione dopo aver preso parte alle azioni del loro esercito. Tutto questo è inaccettabile».
L’organizzazione rinnova dunque l’invito a riattivare la mobilitazione di piazza e il boicottaggio: «Il solo modo per fermare Israele è quello di imporre le sanzioni previste dal diritto internazionale nei casi di crimini di guerra e contro l’umanità e applicare l’embargo sulle armi e il boicottaggio economico, culturale, sportivo, accademico. Per questo è necessario ritornare ad occupare le piazze, far crescere la pressione sui governi, moltiplicare iniziative e manifestazioni in ogni luogo, far sentire la nostra voce contro la normalizzazione del genocidio, contro il riarmo presentato come unica soluzione, per riaffermare il diritto di ogni popolo a vivere in pace».
L’iniziativa è promossa da Alghero per Gaza con l’adesione di ASCE, Ponti non muri, Comitato Fermiamo la guerra – Sassari e Assemblea Studentesca per la Palestina – Sassari. Per informazioni ed eventuali ulteriori adesioni è attiva l’e-mail: [email protected].















