Quale futuro per il patrimonio di Alghero? Punta Giglio Libera chiede trasparenza e atti completi

L'associazione risponde all'Assessore al Demanio: «La buona amministrazione si fa con istruttorie rigorose e documenti pubblici».

Trasparenza, certezza del regime giuridico e reale conoscenza del patrimonio pubblico prima di qualsiasi piano di valorizzazione. È questa la posizione espressa dall’Associazione «Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco APS» in merito al dibattito sulle strategie di sviluppo ed evoluzione della città di Alghero.

L’intervento dell’associazione si inserisce all’interno del confronto avviato dalle recenti dichiarazioni dell’Assessore comunale alle Finanze e al Demanio, incentrate su una visione strategica pluriennale per il territorio. Pur condividendo l’obiettivo di un disegno integrato per la città, l’associazione solleva un interrogativo di fondo: «Su quale conoscenza del territorio e del patrimonio pubblico stiamo costruendo questa nuova Alghero?».

A sostegno della necessità di un’istruttoria rigorosa, Punta Giglio Libera cita la sentenza n. 683/2024 con cui il TAR Sardegna ha respinto il ricorso del Comune di Alghero contro la Regione Sardegna sul Piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche.

I giudici amministrativi hanno confermato la legittimità delle verifiche istruttorie regionali, evidenziando come l’atto comunale fosse stato predisposto «senza accertare compiutamente la corrispondenza delle terre civiche allo stato di fatto e di diritto attuale», elemento giudicato fondamentale per l’approvazione del Piano stesso.

Sul fronte procedurale, l’associazione rende nota l’iniziativa formale intrapresa lo scorso 3 agosto 2026, quando è stata presentata una richiesta di accesso agli atti per consultare i documenti integrativi della deliberazione comunale n. 61. Nello specifico, si tratta della relazione tecnica, della tabella riepilogativa e delle sette tavole cartografiche allegate.

Secondo quanto dichiarato dall’associazione, la documentazione — pur risultando depositata presso il Servizio Demanio e Patrimonio — non è stata pubblicata sull’Albo Pretorio unitamente alla delibera.

A causa della mancata risposta da parte degli uffici competenti, l’associazione ha annunciato l’invio di un sollecito e di una formale diffida tramite Accesso Civico Generalizzato, indirizzata anche alla Segretaria Generale del Comune in qualità di Responsabile della Trasparenza.

L’istanza prevede l’immediata e integrale pubblicazione di tutte le mappe e degli allegati, oltre al congelamento e al successivo riavvio dei termini legali per le osservazioni dei cittadini, da far decorrere solo a partire dall’effettiva ed integrale ostensione dei documenti.

«Come possiamo programmare il futuro di un patrimonio che non siamo ancora messi nelle condizioni di conoscere integralmente?», conclude l’associazione, ribadendo che «prima della valorizzazione viene la conoscenza del bene» e che una gestione efficace del bene comune debba basarsi su istruttorie complete, trasparenza e certezza del regime giuridico.

24 Agosto 2026