Rada di Alghero, verso la rimodulazione dei campi boe: soddisfazione del Comitato “Stop Campo Boe”
Accolto con favore l'avvio del percorso condiviso promosso dalla Guardia Costiera. Fra le prime misure: innalzamento dei limiti di vento a 35 nodi e nuove aree per il diporto libero.
È stata accolta con «grande soddisfazione» dal Comitato “Stop Campo Boe” la nota ufficiale diffusa dalla Direzione Marittima – Guardia Costiera del Nord Sardegna, con cui viene confermata l’apertura di un iter condiviso per la revisione del sistema di ormeggio nella rada di Alghero. Un passaggio che dal Comitato viene definito «un importante punto di svolta e che dimostra come il confronto istituzionale e il dialogo possano produrre risultati concreti nell’interesse di tutti».
Nella nota diffusa viene espresso «un sentito e sincero ringraziamento» ai vertici marittimi del territorio — il Direttore Marittimo del Nord Sardegna, Capitano di Vascello Gianluca D’Agostino, il Comandante della Capitaneria di Porto di Porto Torres, Capitano di Fregata Mirko Orrù, e il Capo del Circondario Marittimo di Alghero, Tenente di Vascello Gianluca De Luca — per aver assunto «un ruolo di mediazione e di impulso frutto della loro sensibilità istituzionale, della capacità di ascolto e della volontà di individuare una soluzione equilibrata nell’interesse della collettività». Secondo il Comitato, la Guardia Costiera ha agito come «parte attiva nel favorire il dialogo tra tutte le parti coinvolte», consentendo di riposizionare la discussione su basi costruttive per bilanciare la fruizione nautica, la sicurezza delle imbarcazioni e la conservazione dell’ecosistema marino.
Tra gli interventi concordati, il Comitato sottolinea come «le prime misure individuate vadano esattamente nella direzione auspicata dal Comitato sin dall’inizio di questa vicenda». Nello specifico, i provvedimenti riguardano l’innalzamento della soglia operativa dei campi boe a 35 nodi di vento, la posa di cavi tarozzati nei settori del Lazzaretto e di Cala del Rosso per ampliare la capienza di stazionamento in sicurezza e la perimetrazione di nuove zone riservate alla navigazione da diporto in libera fruizione. Risposte che, secondo l’associazione, attestano «come fosse possibile contemperare le esigenze dei diportisti con quelle della tutela ambientale, senza inutili contrapposizioni».
Il Comitato ha inoltre evidenziato «l’apprezzamento per il riconoscimento che la stessa Guardia Costiera ha voluto riservare al nostro Comitato per il contributo fornito in maniera corretta, pacata e collaborativa». A tal proposito, la nota ribadisce che la struttura «non è mai nata per contrapporsi al Parco di Porto Conte o alle istituzioni, ma per costruire, attraverso il dialogo, una soluzione condivisa capace di garantire contemporaneamente la libera e piena fruibilità del mare e la tutela, per noi prescindibile, dell’ambiente e della Posidonia oceanica».
In vista dei prossimi sviluppi, i rappresentanti del comitato si dicono «pronti, con spirito costruttivo e senso di responsabilità, a sederci attorno al tavolo tecnico annunciato dalla Guardia Costiera per completare questo percorso partecipativo». L’aspirazione dichiarata rimane la definizione di «una rimodulazione definitiva del sistema dei campi boe che rappresenti un punto di equilibrio stabile e condiviso per tutti».
















