Vertenza Nobento, Piccone (M5S): «Dalla Regione risposte concrete, l’azienda ha rifiutato i cantieri occupazionali»
La consigliera comunale di Alghero ricostruisce gli interventi dell'Assessorato al Lavoro a tutela dei 235 dipendenti e chiarisce i limiti normativi sugli aiuti diretti alle imprese.
Sulla vicenda che coinvolge l’azienda Nobento interviene con una nota la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle di Alghero, Giusy Piccone, per far chiarezza sul ruolo dell’amministrazione regionale e dell’Assessora del Lavoro, Desirè Manca. Secondo la rappresentante cittadina, sul caso “si è fatta molta comunicazione e poca informazione” ed è necessario ricostruire i passaggi istituzionali attivati a fronte della crisi attribuita dalla società al calo delle commesse.
Stando a quanto riferito da Piccone, l’Assessorato regionale del Lavoro ha avviato dal 2025 un tavolo con l’impresa, i sindacati, il Comune di Alghero e l’ASPAL. Un percorso che, secondo la consigliera, ha portato all’attivazione e alla successiva proroga della Cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi aziendale a tutela di 235 dipendenti (formalizzata con il Decreto n. 2390 del 30 luglio 2025 e prorogata fino al 30 novembre 2026 con il Decreto n. 2038 del 24 giugno 2026).
Oltre agli ammortizzatori sociali, nei meeting istituzionali del settembre e ottobre 2025 sono stati approfonditi i requisiti per i finanziamenti regionali destinati alla formazione e ed è stata avanzata, in accordo tra l’Assessora e il sindaco di Alghero, la proposta di attivare cantieri occupazionali per offrire reddito e occupazione ai lavoratori durante la sospensione dell’attività.
Nel merito dei vincoli normativi, Piccone sottolinea che “la normativa in materia di aiuti di Stato non consente alla Regione di assegnare direttamente a una singola impresa risorse pubbliche costruite su misura per le sue esigenze”, spiegando che i finanziamenti per la formazione richiedono avvisi e procedure pubbliche.
Secondo quanto ricostruito nella nota, l’azienda avrebbe richiesto l’erogazione diretta di fondi regionali da impiegare per la formazione all’interno della propria struttura, modalità non autorizzabile dall’ente in assenza dei requisiti di legge. Di contro, la società non avrebbe aderito alla proposta dei cantieri occupazionali: quest’ultima misura richiedeva lo status di percettori di NASpI per i dipendenti e il conseguente avvio della procedura da parte di Nobento, opzione che l’azienda ha escluso.
“La Regione ha lavorato per individuare strumenti pubblici legittimi, concretamente utilizzabili e rivolti prima di tutto alla tutela dei 235 lavoratori e delle loro famiglie. L’azienda ha invece subordinato la propria disponibilità a una forma di finanziamento diretto che non poteva essere concessa”, afferma Piccone, precisando che il mancato avvio di alcune opzioni non sia imputabile alla volontà regionale ma al mancato accoglimento da parte della società.
In conclusione, la consigliera del Movimento 5 Stelle ribadisce che la priorità deve rimanere la tutela dei dipendenti e delle loro famiglie e invita a superare le polemiche: “La strada giusta non è quella delle accuse generiche contro chi ha lavorato per mesi alla vertenza, ma quella dell’assunzione di responsabilità da parte di tutti”, sollecitando un confronto continuo e chiaro tra azienda, sindacati, Comune e Regione che metta al centro il futuro delle maestranze















