Truffe e ricatti alle anziane tra Olbia e Alghero: i Carabinieri bloccano due trasfertisti

Decisivo il coordinamento tra le Compagnie dei Carabinieri del nord Sardegna. Blitz in un'affittacamere di Sassari dopo i colpi messi a segno in Gallura e nella Riviera del Corallo.

Si spacciavano per magistrati e Carabinieri per terrorizzare donne anziane, paventando l’imminente arresto di figli o mariti coinvolti in fantomatiche rapine e stringendo le vittime in una morsa di ansia per farsi consegnare oro e contanti. La scia di raggiri è stata interrotta nella serata di ieri, mercoledì 8 luglio 2026, a Sassari, dove i Carabinieri della Sezione Operativa del NORM della locale Compagnia, insieme ai colleghi del Reparto Territoriale di Olbia e della Stazione di Alghero, hanno arrestato in flagranza di reato due uomini provenienti dalla penisola, ritenuti responsabili di estorsione e truffa aggravata.

I militari dell’Arma sono riusciti a chiudere il cerchio attorno ai due indagati dopo una rapida attività investigativa che ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in ordine a due distinti episodi messi a segno nel giro di appena ventiquattr’ore.

Il primo episodio contestato risale alla sera del 7 luglio a Olbia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due indagati avrebbero contattato telefonicamente una donna di 75 anni, presentandosi falsamente come magistrati del Tribunale di Tempio Pausania. Nel corso della telefonata, i sedicenti giudici hanno paventato alla donna l’imminente arresto della figlia, indicandola come responsabile di una rapina consumata a bordo dell’auto di famiglia. Sotto l’effetto di tale minaccia e in forte stato di agitazione, l’anziana è stata indotta a consegnare monili in oro per un valore stimato di circa 4.000 euro.

Poche ore dopo, nella mattinata di ieri 8 luglio, i presunti truffatori si sono spostati ad Alghero per mettere in atto un secondo raggiro ai danni di una donna di 81 anni. Questa volta la qualifica falsificata è stata quella di appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Al telefono, i finti militari hanno riferito all’anziana che il coniuge era rimasto coinvolto in una rapina avvenuta la notte precedente a Sassari.

Attraverso questo stratagemma, la vittima è stata convinta a raccogliere tutti i gioielli in suo possesso, per un valore di circa 8.000 euro, insieme a 3.500 euro in contanti, con il pretesto di dover effettuare una presunta “comparazione tecnica” sulla refurtiva. Poco dopo, un complice si è presentato direttamente presso l’abitazione della donna per ritirare e portar via il denaro e i preziosi.

La macchina investigativa dei Carabinieri si è attivata immediatamente dopo la segnalazione dei fatti. Gli accertamenti d’urgenza hanno permesso di individuare tempestivamente la struttura ricettiva di Sassari dove i due trasfertisti avevano stabilito la propria base logistica. Durante la conseguente perquisizione della stanza, i militari hanno rinvenuto l’intero bottino dei due colpi — stimato complessivamente in oltre 15.000 euro tra oro e contanti — che è stato sequestrato e successivamente restituito alle due anziane vittime.

Al termine delle formalità di rito e su disposizione della Procura della Repubblica di Sassari, che coordina e dirige le indagini, i due arrestati sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Sassari-Bancali in attesa dell’udienza di convalida da parte del giudice.

9 Luglio 2026