Anagrafe, FdI attacca Daga: «Usa la tecnica del cuculo per nascondere i fallimenti»
Nuovo scontro sulle code all'anagrafe ad Alghero. L'opposizione: «Invece di fare comunicati seriali pensi a rinforzare gli organici in sofferenza».
La decisione del Governo nazionale di prorogare la validità delle carte d’identità cartacee fino alla loro naturale scadenza accende un nuovo, durissimo scontro politico ad Alghero. A far scoppiare la scintilla è il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia, che in una nota definisce il provvedimento romano «una scelta di buon senso, che va nella giusta direzione perché evita inutili disagi ai cittadini e consente di alleggerire una pressione che rischiava di concentrarsi eccessivamente sugli uffici comunali». Una mossa che, secondo i meloniani, introduce un correttivo opportuno nell’interesse degli enti locali, ma che diventa l’occasione per aprire l’ennesimo fronte di polemica contro la giunta.
Nel mirino di Fratelli d’Italia finisce direttamente l’assessore Enrico Daga. Gli esponenti dell’opposizione stigmatizzano l’atteggiamento del titolare del Personale, sottolineando come spiaccia constatare che «anche di fronte a questa decisione l’assessore Daga colga l’occasione non per una doverosa riflessione autocritica, ma ancora una volta per tentare di scaricare sul Governo responsabilità che appartengono invece direttamente alla sua azione amministrativa». Sempre secondo l’attacco dei meloniani, l’esponente di giunta interpreterebbe ormai il proprio ruolo «como titolare di una delega permanente alle “varie ed eventuali”, intervenendo sistematicamente su questioni che riguardano altri assessorati, salvo poi trascurare proprio quei settori che ricadono sotto la sua diretta responsabilità».
Sulla vicenda dell’anagrafe, il coordinamento di Fratelli d’Italia denuncia quello che considera l’ennesimo copione già visto, mirato a individuare un colpevole esterno pur di non affrontare i problemi organizzativi interni al Comune. Da qui il richiamo formale all’esponente della giunta, a cui il partito di centrodestra ricorda che tra le deleghe attribuite figurano precisamente l’organizzazione e la valorizzazione delle risorse umane. «In altre parole – incalza la nota di FdI – compete a lui garantire una distribuzione equilibrata ed efficiente del personale tra i diversi uffici comunali, monitorare tempestivamente eventuali criticità organizzative e, laddove necessario, intervenire per rafforzare gli organici dei servizi maggiormente esposti alla pressione dell’utenza».
Secondo l’opposizione, se oggi gli uffici dell’anagrafe sono andati in sofferenza e i cittadini hanno dovuto affrontare code interminabili, prima di chiamare in causa Roma sarebbe opportuno verificare se l’amministrazione comunale abbia realmente adottato tutte le misure per prevenire tali disagi. Attribuire ogni inefficienza locale al Governo è, nella lettura dei meloniani, «un esercizio tanto prevedibile quanto poco credibile», poiché «amministrare significa assumersi responsabilità, programmare per tempo, organizzare i servizi e risolvere i problemi, non ricercare continuamente alibi politici per nascondere ciò che non funziona nella macchina comunale».
L’affondo finale di Fratelli d’Italia tocca anche una questione logistica che assume contorni ironici. Dal coordinamento cittadino sorge infatti il quesito su dove sia realmente concentrata l’azione dell’assessore, dato che, secondo quanto affermato nel comunicato, Daga «sembrerebbe persino operare senza un proprio ufficio dedicato». Le spiegazioni ipotizzate dall’opposizione sono fondamentalmente due: secondo i meloniani, l’assessore avrebbe «scelto di adottare la tecnica del cuculo, occupando di volta in volta i “nidi” altrui e intervenendo su materie di competenza di altri assessori, oppure continua a svolazzare incessantemente da una questione all’altra». Un atteggiamento che, conclude la nota di Fratelli d’Italia, lo porterebbe a dedicare una parte rilevante delle proprie energie alla «produzione seriale di comunicati stampa e post sui social, evidentemente indispensabili per tentare di colmare il vuoto lasciato da un’azione amministrativa che, ad oggi, fatica ancora a lasciare risultati concreti e misurabili per la città».














