Caso Cala Finanza, il M5S Alghero fa quadrato attorno a Todde

L’esponente pentastellata Giusy Piccone interviene sullo scontro tra Regione e Governo: «La tutela del paesaggio non è un freno allo sviluppo, ma la condizione per renderlo sostenibile. Sulle rinnovabili tracciata la strada del confronto».

Il caso di Cala Finanza riaccende il dibattito sull’autonomia decisionale della Sardegna e scatena la reazione politica del Movimento 5 Stelle. A farsi portavoce della linea dura contro le scelte centralistiche del Governo è Giusy Piccone, esponente del M5S Alghero, che esprime pieno sostegno alla linea della Presidente della Regione, Alessandra Todde, decisa a dare battaglia nelle sedi competenti dopo il “no” di Roma all’opposizione sarda sul progetto. «La vicenda di Cala Finanza non è un semplice caso urbanistico — avverte Piccone —. Qui è in gioco un principio fondamentale: il diritto dei sardi a decidere del proprio territorio, del paesaggio e del modello di sviluppo da seguire.»

Per i pentastellati, la fermezza dimostrata dalla Presidente Todde è la naturale prosecuzione di un percorso di resistenza identitaria e ambientale già avviato nei mesi scorsi. Il parallelismo corre subito alla recente e discussa normativa sulle aree idonee per gli impianti rinnovabili, un percorso che l’esponente algherese rivendica come nato interamente dal basso. Quella legge, infatti, è stata costruita attraverso un confronto costante con enti locali, associazioni e comunità, proprio con l’obiettivo di coniugare la necessaria transizione energetica con la salvaguardia delle vocazioni locali e la tutela del paesaggio.

Il principio cardine, per il Movimento 5 Stelle, resta lo stop a quello che viene percepito come un colonialismo decisionale: la Sardegna non può più essere considerata una terra su cui soggetti terzi assumono decisioni altrove, ignorando chi vive e amministra il territorio. «Lo abbiamo detto per le rinnovabili e lo ribadiamo oggi per Cala Finanza — incalza Piccone —. Non siamo contro la crescita economica o gli investimenti. Siamo fermamente contrari all’idea che l’uso del nostro territorio venga imposto dall’alto, calpestando le istituzioni locali e le nostre specificità ambientali.»

Il cuore della critica del M5S si concentra sul metodo democratico e sul rispetto delle autonomie. Quando i Comuni, la Regione e gli enti di tutela sollevano dubbi o chiedono approfondimenti su un progetto, queste istanze non possono essere liquidate come semplici intoppi burocratici o ostacoli da superare a colpi di decreti.

Al contrario, secondo l’esponente pentastellata, si tratta dell’esercizio legittimo di una funzione di pianificazione che merita ascolto e rispetto. Per governare il futuro dell’isola e le sue opportunità servono infatti equilibrio, visione e reale capacità di governo, rifiutando categoricamente la logica delle scorciatoie.

In chiusura, Piccone lancia un messaggio chiaro alle forze produttive e a Roma, ribaltando la narrazione che dipinge i difensori del territorio come i signori del “no” a prescindere. «Difendere la Sardegna non significa chiudersi al futuro o isolarsi, ma governare i processi insieme alle comunità, rifiutando logiche centralistiche che indeboliscono l’autonomia territoriale. La tutela del paesaggio non è una battaglia contro lo sviluppo: è l’unica condizione possibile affinché lo sviluppo sia davvero sostenibile e generi valore reale per chi questa terra la vive ogni giorno.»

10 Giugno 2026