Ironman, Riformatori: “Alghero ostaggio di una pianificazione sbagliata”

I centristi promuovono l'evento internazionale ma bocciano il piano viabilità del Comune: «Quartieri isolati e stabilimenti balneari senza clienti. C'è stato uno studio sulla mobilità o si è deciso a tavolino?»

Il valore internazionale dell’Ironman non si discute, ma la gestione della macchina organizzativa e della viabilità cittadina sì. I Riformatori Sardi di Alghero intervengono con una nota durissima contro l’amministrazione comunale, puntando il dito sui pesanti disagi che rischiano di mettere in ginocchio residenti e attività produttive durante la giornata della grande manifestazione sportiva.

Se da un lato il partito riconosce l’Ironman come «una risorsa straordinaria capace di portare migliaia di atleti e visitatori con un ritorno d’immagine unico», dall’altro contesta radicalmente la pianificazione logistica. Secondo i centristi, ci si sarebbe aspettati un’organizzazione all’altezza dell’appuntamento, mentre quello che emerge dalle nuove disposizioni è il quadro di una città sostanzialmente paralizzata per un’intera giornata, con interi quartieri isolati, accessi limitati e residenti costretti a rincorrere varchi e percorsi alternativi spesso difficili da comprendere.

Nel mirino dei Riformatori finisce soprattutto il mancato coinvolgimento del tessuto economico locale nella fase di pianificazione. Secondo l’esposto dei centristi, l’amministrazione ha calato dall’alto le decisioni senza consultare preventivamente le associazioni di categoria, gli operatori turistici, i commercianti, i gestori degli stabilimenti balneari e gli operatori portuali. Sono proprio questi soggetti, attacca la nota, a dover pagare oggi il prezzo più alto di una pianificazione evidentemente insufficiente.

La nota scende nei dettagli dei danni economici stimati per alcune categorie chiave della stagione estiva algherese. Gli stabilimenti balneari, nel pieno delle loro attività, rischiano di trovarsi privi di accessibilità proprio in una giornata di potenziale grande incasso. Stessa sorte per il comparto nautico, con i diportisti sostanzialmente esclusi dall’accesso alle proprie imbarcazioni. Si tratta di limitazioni che inevitabilmente si tradurranno in mancati guadagni per attività che vivono di flussi e mobilità, spingendo i Riformatori a chiedere provocatoriamente da chi saranno risarciti tali danni.

I centristi chiariscono che la quota di disagi legata a eventi di questa portata è comprensibile, ma contestano fermamente la proporzione del caos e la mancata capacità di ridurlo attraverso una programmazione intelligente. A questo proposito, il partito solleva forti dubbi sull’operato della Giunta, domandandosi apertamente se nella fase organizzativa sia stato coinvolto un esperto di mobilità urbana o se sia stato effettuato uno studio serio sui flussi di traffico e sugli impatti economici delle chiusure. Il sospetto dei Riformatori è che nessuno abbia realmente valutato soluzioni alternative per distribuire meglio i percorsi, salvaguardare gli accessi al porto, garantire corridoi dedicati alle attività produttive o limitare le interdizioni alle sole aree strettamente necessarie.

L’attacco si chiude con un richiamo al metodo politico e amministrativo, ricordando che il principio cardine non dovrebbe essere quello di adattarsi all’evento, ma progettare l’evento stesso tenendo conto delle esigenze di tutti. Governare, concludono i Riformatori, significa trovare un equilibrio tra interessi diversi e non ignorarne alcuni, facendo in modo che una grande opportunità per la città non si trasformi in un danno economico per chi in quella città vive e lavora ogni giorno.

5 Giugno 2026