Treno a idrogeno: Mulas chiede il sopralluogo nei cantieri e commissione congiunta
Il Presidente della Commissione Ambiente sollecita un vertice con ARST e ditta appaltatrice prima del dibattito in aula: sul piatto 237 milioni di euro e il nodo degli espropri nell'agro.
Un maxi-investimento da 237,7 milioni di euro, un cantiere strategico per la mobilità sostenibile, ma anche un progetto che continua a sollevare i dubbi di residenti e comitati dell’agro. Il caso della nuova bretella ferroviaria Alghero Centro-Aeroporto di Fertilia e dell’impianto di idrogeno verde a Mamuntanas approda nuovamente sul tavolo della politica locale. Christian Mulas, Presidente della Commissione Consiliare Ambiente del Comune di Alghero, ha annunciato ufficialmente la richiesta di un sopralluogo istituzionale nei cantieri e la contestuale convocazione urgente di una Commissione congiunta che riunisca i settori Ambiente, Urbanistica e Attività Produttive.
La richiesta di Mulas punta a coinvolgere direttamente l’ARST S.p.A., in qualità di soggetto attuatore e stazione appaltante, insieme all’impresa incaricata dei lavori. L’obiettivo è permettere ai commissari comunali di verificare di persona lo stato di avanzamento di un’opera mastodontica. Il piano prevede non solo la nuova linea ferroviaria che taglierà l’agro per collegare la città allo scalo aeroportuale, ma anche una centrale dedicata alla produzione e all’approvvigionamento di idrogeno verde per l’alimentazione dei treni.
«Ritengo indispensabile che il Consiglio comunale e le sue commissioni abbiano un quadro aggiornato e completo sullo stato dei lavori, sulle prossime fasi operative e sugli impatti territoriali», dichiara Christian Mulas. «Per questo chiederò una Commissione congiunta e un sopralluogo sul posto con ARST e l’impresa esecutrice».
Se da un lato l’opera è considerata fondamentale per non perdere i massicci finanziamenti stanziati e per proiettare Alghero verso la transizione ecologica, dall’altro il clima resta teso. Residenti e comitati spontanei hanno più volte manifestato forti preoccupazioni legate soprattutto al consumo di suolo agricolo, all’impatto paesaggistico sull’agro algherese, alla trasparenza dell’iter e alla percezione di un progetto che non avrebbe visto un adeguato percorso di coinvolgimento della comunità.
Attualmente i lavori sono concentrati nell’area di Mamuntanas, ma la vera prova del nove arriverà nelle prossime fasi. Il cantiere si sposterà infatti su terreni privati nelle zone di Tanca Farrà e Sa Segada, dove scatteranno le procedure di esproprio e le nuove lavorazioni necessarie al completamento dell’infrastruttura.
L’iter proposto da Mulas prevede un passaggio cronologico ben preciso. Prima che la Commissione Speciale, istituita proprio per valutare il progetto e le sue ricadute, esponga la propria relazione davanti alla massima assise cittadina, i commissari dovranno essere edotti direttamente sul campo. La richiesta formale inviata al Presidente del Consiglio Comunale mira quindi ad anticipare il dibattito in aula con l’ispezione sul posto.
«L’obiettivo — conclude Mulas — è fare totale chiarezza sul cronoprogramma, anticipare le criticità e garantire la massima informazione alla cittadinanza. Su un’opera così rilevante per il futuro di Alghero, trasparenza e confronto costante non sono negoziabili».

















