«Troppa enfasi sui 16 ettari di Santa Maria La Palma, ora il Comune acquisisca il canile»
L’ex sindaco paragona le due vicende: «Il terreno è passato da un ente pubblico a un altro. Per il canile serve invece una scelta politica e un investimento concreto».
L’acquisizione da parte del Comune di Alghero dei 16 ettari di terreno a Santa Maria La Palma rappresenta «sostanzialmente il trasferimento di un bene pubblico dalla Regione al Comune». A sostenerlo è l’ex sindaco Mario Conoci, che interviene sull’operazione recentemente annunciata dall’amministrazione.
Secondo Conoci, si tratta di un passaggio che «incrementa certamente il patrimonio comunale», ma che è stato possibile «grazie a risorse regionali e non attraverso un investimento del bilancio dell’ente». Per questo motivo, aggiunge, «l’enfasi con cui è stata presentata mi è apparsa eccessiva».
L’ex primo cittadino sottolinea inoltre come la natura dell’operazione sia stata confermata dal largo consenso registrato in Consiglio comunale: «La linearità dell’operazione è stata confermata anche dal voto favorevole espresso non solo dalla maggioranza ma anche dall’opposizione presente in aula».
Guardando al futuro dell’area, Conoci auspica che il suo utilizzo non si limiti esclusivamente alla funzione di fascia tagliafuoco a tutela della borgata di Santa Maria La Palma. «La prevenzione degli incendi è un obbligo che grava su qualsiasi proprietario di terreni, pubblico o privato che sia», ricorda, richiamando il rispetto delle prescrizioni previste dall’ordinanza antincendi.
Ma il punto centrale dell’intervento riguarda il canile comunale. Conoci evidenzia infatti una coincidenza significativa: i 16 ettari appena acquisiti corrispondono quasi esattamente all’estensione dell’area che ospita la struttura.
«Ed è qui che il confronto diventa inevitabile», afferma. «Da una parte un terreno pubblico trasferito gratuitamente al Comune; dall’altra un’area che ospita un servizio essenziale per Alghero e per il territorio, che attende ancora di essere acquisita nonostante gli impegni pubblicamente assunti dall’amministrazione e la straordinaria mobilitazione di migliaia di cittadini».
L’ex sindaco richiama quindi l’attenzione sulla necessità di una decisione definitiva anche alla luce dell’imminente scadenza del rapporto di gestione con l’associazione DNA Randagio, che da anni si occupa della struttura. «È necessario che l’amministrazione si attivi per tempo affinché venga garantita la continuità del servizio e siano fornite certezze sia ai gestori sia ai volontari che quotidianamente operano all’interno del canile».
Per Conoci, il tempo delle valutazioni è ormai terminato. «Credo che sia arrivato il momento di chiudere questa partita. Le valutazioni necessarie hanno avuto tutto il tempo per essere svolte e oggi la città attende una decisione concreta».
Da qui l’appello finale all’amministrazione: «Se è stata giustamente valorizzata l’acquisizione di un bene che passa da un ente pubblico a un altro, a maggior ragione meriterà attenzione e soddisfazione l’acquisto dell’area del canile, che richiederà invece una precisa scelta politica e un investimento di risorse comunali».
Una scelta che, conclude l’ex sindaco, «sarebbe capace di lasciare un segno concreto e duraturo per la città».

















