Caro-voli, Di Gangi (FdI) attacca: “La Giunta Todde isola la Sardegna per ideologia”
Il dirigente di Fratelli d'Italia spinge per l'abolizione della tassa d'imbarco dopo gli avvertimenti di Ryanair: "Rischiamo un clamoroso autogol economico".
Le recenti e perentorie dichiarazioni di Ryanair scuotono la politica sarda e accendono il dibattito sui collegamenti aerei. Secondo Marco Di Gangi, esponente di Fratelli d’Italia, la Regione non può permettersi il lusso di fare spallucce. “Le parole della compagnia sono un campanello d’allarme che la Sardegna non può ignorare o liquidare con superficialità ideologica”, attacca l’esponente di centrodestra, convinto che quando un grande vettore europeo avverte che l’Isola rischia il taglio fuori dai flussi internazionali a causa dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, “il tema non può essere derubricato a semplice polemica politica, ma diventa una questione strategica che riguarda il futuro economico, occupazionale e turistico dell’intera Isola”.
Fratelli d’Italia sostiene da tempo la necessità di abolire questa tassa penalizzante, almeno per i cittadini sardi, per ridare ossigeno alla competitività del sistema aeroportuale. La proposta, già avanzata dal capogruppo Paolo Truzzu, puntava a traguardi ambiziosi: oltre due milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno, nuovi aerei basati negli scali sardi, centinaia di posti di lavoro e nuove rotte internazionali per battere la stagionalità.
Mentre la Sardegna esita, il resto d’Italia si muove. I dati di Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia ed Emilia-Romagna dimostrano che la riduzione o l’abolizione del tributo porta crescita immediata di traffico e turismo. “Questo non significa piegarsi alle compagnie aeree o rinunciare al ruolo pubblico della politica”, precisa Di Gangi. “Significa però comprendere che oggi il turismo si gioca soprattutto sull’accessibilità, sui collegamenti e sulla capacità di essere competitivi rispetto ad altri territori del Mediterraneo e dell’Europa”.
L’insularità resta un deficit storico che l’attuale tassazione rischia solo di aggravare. “Continuare ad aggiungere ostacoli fiscali rischia di trasformarsi in un autogol clamoroso”, incalza il dirigente di FdI. Pur ribadendo che la continuità territoriale rimane fondamentale, Di Gangi evidenzia che da sola ormai non basta più e che serve una strategia integrata.
Il giudizio sull’operato dell’esecutivo regionale è netto. “La verità è che oggi il mondo del turismo chiede visione, rapidità decisionale e capacità di confronto. Invece la Giunta Todde appare paralizzata da divisioni interne e da un approccio ideologico che rischia di produrre conseguenze pesantissime”. Il timore, conclude l’esponente di Fratelli d’Italia, è quello di assistere a una progressiva riduzione persino dei collegamenti attuali, con danni enormi per le imprese e l’occupazione. Di qui l’appello finale per l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra istituzioni, vettori e operatori turistici: “La Sardegna non può permettersi di restare isolata mentre il resto d’Europa corre. Difendere l’Isola oggi significa renderla più connessa, più accessibile e più competitiva”.


















