Alghero, centro storico tra scempi e abbandono: «Basta rattoppi, servono maestranze specializzate»
L’associazione Sardenya i Llibertat lancia l’allarme sulle pavimentazioni della città vecchia: «Inadeguati i ripristini dei sottoservizi. Serve un bando per artigiani esperti e un Ufficio per il Centro Storico».
Il fascino dell’acciottolato e del basolato di granito, simbolo identitario del centro storico di Alghero, sta scomparendo sotto il peso di manutenzioni approssimative e interventi inadeguati. A denunciarlo è il coordinamento di Sardenya i Llibertat, che in una nota firmata da Carlo Sechi, Salvatore Scala, Luigi Addis e Sergio Floris, chiede all’Amministrazione comunale un cambio di passo radicale per salvaguardare il patrimonio stradale della città murata.
Secondo l’associazione, la memoria collettiva conserva ancora il ricordo degli operai comunali di un tempo, capaci di riparare cedimenti con una perizia oggi introvabile. Se negli anni ’90 le aziende locali riuscirono a riqualificare l’intero settore con professionalità e amore per la città, gli ultimi venticinque anni hanno visto un susseguirsi di «scempi». Sotto accusa le imprese impegnate nella posa di gas, fibra e condotte idriche (come i lavori di Abbanoa attualmente in corso), definite «tecnologicamente abili ma del tutto inadeguate» nel riposizionare le pietre storiche.
L’analisi dei firmatari è impietosa. Il caso più emblematico è rappresentato da Corso Carlo Alberto, nel tratto tra via Gilbert Ferret e i Bastioni, dove riparazioni sommarie dei sottoservizi hanno generato pericolosi rialzi e avvallamenti, specialmente davanti alla chiesa di San Michele. Criticità si registrano anche tra i Bastioni Magellano e Piazza Sulis, dove il traffico automobilistico continua a sgretolare interventi mai risolutivi. Viene inoltre ricordato con rammarico lo “scempio storico” di Piazza Civica, dove l’antico basolato in trachite e basalto è andato perduto tra gli anni ’80 e ’90, sostituito da materiali di scarso pregio.
Per Sardenya i Llibertat non c’è più tempo da perdere: il Comune deve bandire una selezione per individuare imprese artigiane specializzate esclusivamente nella manutenzione di basolati e acciottolati. Tra le proposte tecniche figurano:
L’addio al cemento: approvare un disciplinare che preveda l’uso di terra aggregante per il posizionamento dei ciottoli, come per i monumenti vincolati.
Accessibilità e decoro: inserire le “carraie” (le corsie in pietra liscia) nelle vie in acciottolato per favorire la mobilità di anziani, disabili e genitori con passeggini, sul modello di via Mallorca.
Tunnel per i sottoservizi: un piano di manutenzione straordinaria che preveda gallerie sotterranee per i cavi e i tubi, evitando così di dover “scassare” continuamente il suolo.
Nuova governance: la creazione di un Ufficio per il Centro Storico, una struttura tecnica dedicata esclusivamente alle esigenze dei residenti e delle attività produttive della città vecchia.
«La storia di Alghero non appartiene solo a chi la vive, ma è un patrimonio nazionale da difendere con competenza e visione strategica», conclude la nota, sollecitando l’Amministrazione a sfruttare i finanziamenti regionali ed europei per trasformare il cuore della città in un modello di fruibilità e sicurezza.















