Grani antichi in cucina: cosa sono e perché fanno bene
I grani antichi sono varietà di cereali coltivate da secoli, prima dell’introduzione dei moderni grani ad alto rendimento. Si tratta di specie come il farro, il kamut, l’orzo e il grano saraceno, che hanno mantenuto intatte molte delle caratteristiche nutrizionali originarie. A differenza dei grani contemporanei, selezionati principalmente per aumentare la resa e resistere ai pesticidi, i grani antichi crescono con metodi più tradizionali e richiedono meno interventi chimici. Questa peculiarità li rende spesso più digeribili e più ricchi di nutrienti essenziali.
Le principali varietà di grani antichi
Tra i più diffusi vi è il farro, un cereale dalle spiccate proprietà nutritive, con un sapore leggermente nocciolato e una buona quantità di proteine. Il kamut, noto anche come “grano khorasan”, si distingue per la sua dolcezza e per l’alto contenuto di vitamine del gruppo B e minerali come il selenio. Il grano saraceno, pur non essendo un vero grano, viene spesso incluso nella categoria dei grani antichi per le sue caratteristiche simili e il suo impiego nella panificazione e nella produzione di pasta. L’orzo, infine, è molto versatile e può essere usato sia per zuppe e minestre sia per dolci. Oggi è sempre più facile trovare prodotti a base di grani antichi nei supermercati ben forniti. Ad esempio, presso banchi panetteria come quello di Bennet è possibile acquistare pane integrale, pane rustico o panini realizzati con farine poco raffinate.
Impiego dei grani antichi in cucina
In cucina i grani antichi offrono infinite possibilità. Il farro può essere impiegato per insalate fredde, minestre calde o come base per contorni nutrienti. Il kamut è ideale per la panificazione di pane e focacce, grazie alla sua consistenza soffice e al sapore leggermente dolce. Il grano saraceno trova largo impiego nella preparazione di pasta, pancake e polenta, mentre l’orzo è perfetto per zuppe, risotti e anche bevande come il caffè d’orzo. L’uso dei grani antichi consente di dare ai piatti un sapore più rotondo e una consistenza più corposa. Inoltre, sono adatti a molte diete particolari, perché alcuni di questi cereali contengono meno glutine rispetto ai grani moderni e possono risultare più tollerabili per chi soffre di sensibilità intestinale.
Benefici per l’organismo
I grani antichi offrono numerosi benefici per la salute, infatti, grazie al loro contenuto equilibrato di proteine, fibre e minerali, favoriscono la digestione e aiutano a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue. Le fibre presenti stimolano il transito intestinale e contribuiscono a una migliore funzionalità del sistema digerente. Alcune varietà, come il kamut e il farro, contengono antiossidanti naturali, che proteggono le cellule dai danni dei radicali liberi e supportano il sistema immunitario. I minerali come il ferro, il magnesio e lo zinco, presenti in quantità maggiore rispetto ai grani moderni, aiutano a contrastare la stanchezza e a rinforzare ossa e muscoli. Infine, la presenza di vitamine del gruppo B favorisce il metabolismo energetico e il benessere generale dell’organismo.
I grani antichi uniscono tradizione e nutrizione, offrendo un’alternativa più sana ai cereali moderni. Sono versatili in cucina e apportano numerosi benefici all’organismo grazie alla loro composizione naturale ricca di fibre, proteine, vitamine e minerali. Integrare questi cereali nella dieta di tutti i giorni significa recuperare sapori autentici e al tempo stesso prendersi cura della salute in modo naturale, senza rinunciare al gusto.
















