Stadio Mariotti, Langella (DDI): “Basta fondi a pioggia, serve una visione moderna per Alghero”
Il Segretario Nazionale della Destra Democratica Italiana critica il finanziamento regionale da 200mila euro: "Spostiamo lo stadio a Maria Pia e trasformiamo il centro in una grande piazza con parcheggi".
Il recente stanziamento di 200mila euro destinato alla manutenzione dello stadio Mariotti accende il dibattito politico sulla pianificazione urbana della città. Gianfranco Langella, Segretario Nazionale della Destra Democratica Italiana, interviene con fermezza sulla misura annunciata dal consigliere Valdo Di Nolfo, sollevando dubbi sulla reale utilità di investire risorse pubbliche in una struttura considerata ormai superata e logora. Pur riconoscendo il valore affettivo che l’impianto riveste per la comunità sportiva algherese, Langella si domanda se questa sia davvero la direzione corretta per il futuro di una città che ambisce a standard europei.
Secondo il leader della DDI, continuare a finanziare un impianto collocato in una zona centrale e pesantemente congestionata rappresenta l’ennesima occasione persa per ripensare Alghero in chiave moderna. La proposta alternativa del partito è netta: quegli stessi fondi dovrebbero costituire il primo mattone per un progetto radicalmente diverso, che preveda lo spostamento dello stadio in un’area più idonea e vocata allo sport, come quella di Maria Pia. Questa scelta permetterebbe di trasformare l’attuale sedime del Mariotti in una grande piazza urbana, un polmone verde attrezzato con parcheggi sotterranei e spazi dedicati a eventi e mercatini, restituendo così respiro al centro cittadino.
Il nodo della questione non è però solo urbanistico, ma riguarda anche le ambizioni sportive della città. Langella sottolinea come Alghero meriti una squadra capace di scalare le gerarchie calcistiche e approdare in categorie superiori, un traguardo che resta precluso finché si insiste su una struttura che non potrà mai essere realmente omologata per i campionati più importanti a causa di limiti strutturali insuperabili. Per dare un futuro vero allo sport locale serve dunque un impianto moderno e funzionale, progettato per le sfide di domani e non costretto entro i confini di un passato che non può più essere aggiornato.
L’affondo finale di Langella colpisce quella che definisce una politica di “presìdi elettorali” e propaganda mascherata da aiuti economici. Citando l’esempio di Olbia come modello di programmazione territoriale lungimirante, il Segretario Nazionale invita l’amministrazione a scegliere la strada del coraggio strategico anziché quella delle operazioni di facciata. Investire su ciò che è già superato viene descritto come un errore imperdonabile nei confronti delle nuove generazioni, alle quali andrebbe consegnata una città più vivibile e moderna. La vera sfida per il cambiamento, conclude Langella, risiede proprio nella capacità di smettere di disperdere fondi in manutenzioni precarie per iniziare a investire in una visione di sviluppo organica e di ampio respiro.
















