M5S Alghero: «Programmare significa avere memoria e coerenza»
Ferrara punge l’opposizione sulla gestione passata del San Miquel e rilancia: «Gli eventi siano strutturati e legati alla nostra tradizione catalana».
l dibattito politico cittadino si accende sul tema della programmazione turistica e delle infrastrutture per gli eventi. Dopo i recenti attacchi delle opposizioni, interviene con una nota decisa Roberto Ferrara, coordinatore cittadino del Movimento 5 Stelle, che invita le altre forze politiche a un confronto basato sui fatti piuttosto che sulla memoria corta.
Ferrara esordisce chiarendo i contorni della polemica relativa alla proposta di una tensostruttura per la città, rispedendo al mittente le accuse di immobilismo: «Ho ritenuto opportuno attendere prima di entrare nel merito degli ultimi comunicati di Forza Italia e delle altre opposizioni, per comprendere fino a che punto possa spingersi la mancanza di onestà intellettuale. È necessario chiarire che l’offerta di una tensostruttura ad Alghero non nasce oggi: la prima proposta della ditta venne inoltrata via mail alla Fondazione Alghero già nel 2021 e nel 2022, durante la legislatura del centrodestra. Sorprende che oggi si parli di incapacità altrui, quando chi governava allora – e sedeva ai vertici della Fondazione – non è riuscito a realizzare quegli stessi progetti che oggi invoca.»
Il coordinatore dei 5 Stelle sottolinea come l’attuale gestione si muova su binari di programmazione certa e di sostenibilità economica, citando gli atti del 2025 che prevedono eventi di rilievo come il Beach Soccer e il Triathlon. Ma avverte: ogni nuova proposta deve passare per il vaglio dei conti. «Ben vengano idee e proposte, ma devono essere valutate sotto l’aspetto finanziario, tecnico e gestionale, specialmente se impegnano la Fondazione per centinaia di migliaia di euro. Apprezziamo invece le parole del capogruppo Tedde sulla continuità garantita a eventi come i Mondiali di Motocross. È proprio questo il punto: gli eventi diventano asset importanti solo se sostenuti nel tempo, trasformandoli in appuntamenti fissi per il turismo.»
Il punto più critico sollevato da Ferrara riguarda però la “deriva” identitaria che avrebbe caratterizzato gli anni passati, con una frammentazione dell’offerta culturale che ha penalizzato le tradizioni locali: «La continuità in passato è stata spesso smarrita. Alghero vanta una forte tradizione catalana che meriterebbe eventi strutturati al pari della Mercè di Barcellona. Invece, dal San Miquel del 2021 che ospitò il Festival del Folklore Catalano, si è passati a scelte episodiche e prive di identità negli anni successivi. Un cambio di rotta che nulla ha a che fare con una visione strategica della città.»
In chiusura, Roberto Ferrara ribadisce la linea del Movimento 5 Stelle, improntata alla coerenza e al rifiuto di polemiche strumentali: «Per noi la programmazione è una pratica concreta fatta di memoria e scelte riconoscibili. Siamo pronti al confronto, ma non accettiamo lezioni da chi oggi riscopre temi che ieri ha gestito senza ottenere i risultati che oggi auspica.»















