Fondazione UNESCO, FdI: «Risultato nel segno della continuità col centrodestra»
Il gruppo consiliare rivendica il lavoro delle giunte Conoci e Cocco: «Bene l'assessora Sanna per aver proseguito il dossier, ma ora la Regione garantisca i finanziamenti».
Il Comune di Alghero entra ufficialmente nella Fondazione di partecipazione per la gestione dei siti UNESCO legati alla tradizione funeraria della Sardegna preistorica. L’adesione alla governance che coordinerà le dodici aree sarde inserite nella World Heritage List è stata approvata dal Consiglio comunale, segnando il passaggio operativo per la tutela delle Domus de Janas, tra cui spicca la necropoli di Anghelu Ruju.
L’atto ha incassato il parere favorevole di Fratelli d’Italia, che in una nota rivendica la paternità del dossier, pur riconoscendo la validità del percorso attuale. Secondo il gruppo consiliare, l’adesione rappresenta un traguardo che affonda le radici nella precedente programmazione di centrodestra.
«Si tratta di un passaggio che si inserisce in un percorso di chiara continuità amministrativa. La progettualità nasce infatti nella precedente amministrazione guidata dal sindaco Conoci, con il lavoro degli assessori Ligangi e Alessandro Cocco che hanno contribuito alla costruzione dell’impianto strategico. Oggi quell’impostazione viene portata avanti dall’assessora Sanna, a cui va riconosciuto il merito di aver proseguito un lavoro già avviato, senza azzeramenti né improvvisazioni».
Il partito sottolinea come la solidità del progetto sia stata garantita dal supporto scientifico del CeSIM, ma sposta l’attenzione sulle sfide future, evidenziando che il “sigillo” dell’UNESCO non deve essere considerato un traguardo definitivo.
«Il riconoscimento non è un punto di arrivo, ma di partenza. Gli impegni assunti nel Piano di Gestione impongono obiettivi chiari in termini di tutela e valorizzazione. Per questo la vera sfida, oggi, è tutta politica: la Regione Sardegna deve garantire un adeguato finanziamento e un supporto concreto alla Fondazione. Senza risorse certe, il rischio è quello di lasciare incompiuti gli obiettivi concordati con l’UNESCO».
In chiusura, Fratelli d’Italia assicura un ruolo di vigilanza attiva affinché la programmazione non subisca battute d’arresto:
«Il patrimonio UNESCO rappresenta una leva strategica per lo sviluppo culturale e turistico del territorio e merita serietà e responsabilità. Ora la Regione dimostri di essere all’altezza di questo impegno».















