Ospedale, la sanità algherese torna terreno di scontro politico

Dai 350 milioni del piano precedente ai 30 milioni per il restyling dell’esistente. Il centrodestra attacca: «È la fine di un sogno atteso da decenni».

Si riaccende con forza il dibattito sulla sanità algherese. Attraverso una nota congiunta, le forze di opposizione — Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, UDC e Prima Alghero — hanno espresso una dura condanna verso la Giunta regionale guidata da Alessandra Todde. L’accusa è quella di aver definitivamente accantonato il progetto per la costruzione di un nuovo ospedale, ripiegando su un piano di ampliamento della struttura attuale.

Al centro della contesa c’è la gestione dei finanziamenti. Se la maggioranza regionale presenta lo stanziamento di 30 milioni di euro come un passo avanti per la sanità locale, il centrodestra parla di “progetto al ribasso” e di una “pesante sconfitta”.

Secondo i firmatari della nota — Michele Pais (Lega), Marco Tedde (FI), Alessandro Cocco (FdI), Lelle Salvatore (Udc) e Massimiliano Fadda (Prima Alghero) — quelle risorse erano originariamente destinate a interventi di ristrutturazione parziale dei presidi Civile e Marino, da attuarsi solo in attesa del nuovo polo. «Far passare questo arretramento come una conquista significa svendere il futuro sanitario di Alghero», si legge nel comunicato.

L’opposizione punta il dito contro la delibera n. 10/75 del 23 aprile 2024, con la quale la nuova Giunta regionale ha annullato il precedente provvedimento (la delibera n. 6/17 del febbraio 2024) che prevedeva un finanziamento complessivo di 350 milioni di euro per la realizzazione di una struttura ex novo. Per i rappresentanti del centrodestra, tale scelta ignorerebbe non solo decenni di battaglie politiche locali, ma anche le recenti volontà espresse dal Consiglio Comunale di Alghero, inclusa l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Raimondo Cacciotto.

Oltre al merito tecnico, la critica è rivolta al metodo: i partiti denunciano una totale mancanza di condivisione con il territorio e con le istituzioni cittadine, definite dai firmatari come “emarginate” rispetto a decisioni prese “nelle segrete stanze”. «Si apre l’era del ‘no’ targata Movimento 5 Stelle», attaccano i leader dell’opposizione, promettendo battaglia in ogni sede istituzionale per difendere un progetto che considerano vitale per un territorio descritto come “vasto e fragile”.

22 Dicembre 2025